Pagamento in contanti
di Fabio ScrimitoreIl quesito, rivoltoci da un Direttore SGA, riguarda le modalità il pagamento delle spese della scuola
L’autore del quesito ha fatto conoscere che un insegnante dell’istituto comprensivo in cui egli lavora ha chiesto di ricevere in moneta contante l’importo di 900 euro circa, quale corrispettivo del lavoro da lui svolto nell’ambito di un progetto realizzato dalla scuola con il contributo di altri enti.
Il Direttore SGA si era impegnato a procedere al pagamento di quanto dovuto con i fondi stanziati nel Programma annuale ed ha chiesto di sapere se sia possibile accogliere la predetta richiesta del docente.
La richiesta va respinta, per la ragione che la scuola non può effettuare direttamente alcun pagamento.
Tale richiesta del docente, in verità, ha fatto sorgere antichi, dolci ricordi accademici, del tempo in cui si studiava che il procedimento della spesa, in contabilità generale, prevede le fasi dell’impegno, dell’ordinazione, della liquidazione e infine quella del pagamento.
Alla scuola competono le prime tre fasi.
Lo prescrive il 5° comma dell’art. 11 del Regolamento finanziario, approvato con D.M. 1° febbraio 2001, n. 44, Regolamento concernente le istruzioni generali sulla gestione amministrativo contabile delle istituzioni scolastiche, nel quale si legge: I pagamenti sono ordinati mediante mandati tratti sull’istituto cassiere o effettuati a mezzo della carta di credito, con immediata contabilizzazione.
La norma predetta esplicita che la fase del pagamento non rientra nel rito della scuola, i cui organi, dopo aver assunto l’impegno e determinato con precisione l’importo (liquidazione), dispongono l’ordinazione della spesa, rivolgendosi all’istituto cassiere, cui compete l’obbligo del pagamento in contanti.

