Per una diffusa cultura ed una corretta pratica del Bilancio Sociale
Definizioni, problematizzazioni, linee guida
di Maria Rosaria Rielli
Il DS è chiamato a rendicontare sul proprio operato, sulle scelte effettuate e sugli esiti raggiunti nell’esercizio della sua azione. Ma come rendicontare?
E’ tempo di “Bilancio”
I repentini e complessi cambiamenti culturali, economici e sociali, unitamente alle recenti riforme in materia di responsabilità, sollecitano sempre più le istituzioni scolastiche ad esplicitare i criteri della propria offerta formativa e a “rendere conto” dei risultati raggiunti ad una ampia e variegata platea di interlocutori interni ed esterni.
Il Dirigente scolastico, in particolare, “responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio” (art.25 D.lgvo165/2001), è chiamato a rendicontare sul proprio operato, sulle scelte effettuate e sugli esiti raggiunti nell’esercizio della sua azione.
Ma, per rendicontare, è sufficiente relazionare agli OO.CC. sull’attività formativa, organizzativa e amministrativa svolta, per “garantire la più ampia informazione e un efficace raccordo per l’esercizio delle competenze degli organi della istituzione scolastica” o è necessario abbandonare l’autoreferenzialità e acquisire consapevolezza del proprio operato, rendendolo trasparente e valutabile?
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E’ necessario che la scuola abbandoni l’autoreferenzialità e acquisisca consapevolezza del proprio operato, rendendolo trasparente e valutabile
E ancora, la scuola tutta è chiamata a rendere conto, ma su che cosa, a chi, come e perché deve rendere conto; è pronta a rendicontare in modo “autentico”? Esiste all’interno della comunità scolastica la cultura della rendicontazione?
Le scuole hanno a disposizione diversi strumenti attraverso cui partecipare il proprio operato, e ogni documento corrisponde a specifiche e particolari esigenze (Piano dell’Offerta Formativa, Regolamenti interni, Programma Annuale, relazioni del Dirigente). Analizzando la loro struttura e riflettendo sui contenuti, emerge che, pur riuniti, tali documenti non riescono a dare una visione organica del complesso lavoro scolastico, caratterizzandosi come un sistema di documentazione frammentario, parziale, che non riesce a comporsi e a costruire un disegno logico e integrato.
Al fine di una reale rendicontazione sociale, appare opportuno elaborare un quadro di connessioni e di scambi informativi tra i diversi documenti che istituzionalmente la scuola deve mettere a punto, in modo da rendere la comunicazione stessa significativa e confrontabile tra diverse istituzioni e tra diversi momenti della loro vita organizzativa.
il Bilancio Sociale deve fornire informazioni in merito a: identità istituzionale;stakeholder;scelte educative e risultati;gestione dei servizi; gestione delle risorse economiche e finanziarie
Da queste premesse nasce, nella governance dell’autonomia, l’esigenza di un sistema gestionale orientato ad “armonizzare” ed integrare i diversi processi di pianificazione, di controllo, di valutazione e di rendicontazione; un sistema che affianchi all’ efficacia dell’azione gestionale interna la valutazione dell’efficacia sociale.
L’adozione del Bilancio Sociale, documento di sintesi del funzionamento strategico organizzativo, si caratterizza come il principale strumento di comunicazione e di rendicontazione sociale, in grado di garantire un continuo processo di riflessione e di controllo sullo sviluppo dell’autonomia scolastica, consentendo una ridefinizione condivisa delle finalità e delle modalità organizzative e di gestione.
- Il Bilancio Sociale: definizione
La direttiva del Dipartimento della Funzione Pubblica del 17 febbraio 2006 – rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche – definisce il Bilancio Sociale come “il documento, da realizzare con cadenza periodica, nel quale l’amministrazione riferisce, a beneficio di tutti i suoi interlocutori privati e pubblici, le scelte operate, le attività svolte e i servizi resi, dando conto delle risorse a tal fine utilizzate, descrivendo i suoi processi decisionali ed operativi”. (1)
Le “Linee guida per le amministrazioni pubbliche”, allegate alla citata direttiva definiscono il Bilancio Sociale come “l’esito di un processo con il quale l’amministrazione rende conto delle scelte, delle attività, dei risultati e dell’impiego di risorse in un dato periodo, in modo da consentire ai cittadini e ai diversi interlocutori di conoscere e formulare un proprio giudizio su come l’amministrazione interpreta e realizza la sua missione istituzionale e il suo mandato”. (2)
Il Bilancio Sociale, dunque, è oggi lo strumento principale, e il più sistematico, con il quale un’istituzione può, volontariamente, render conto ai propri stakeholder delle attività, dei risultati e dell’impiego di risorse in un dato periodo.
Il Bilancio Sociale non è un semplice documento descrittivo, ma si caratterizza come un processo organizzativo attraverso il quale una organizzazione valuta e comunica agli stakeholder comportamenti, risultati e impatti del proprio agire.
Il Bilancio Sociale diviene uno strumento al servizio dell’autonomia scolastica e dei processi di valutazione, per “misurare”, efficienza, efficacia,equità
Appare evidente come, nella costruzione del Bilancio Sociale, sia fondamentale il coinvolgimento degli stakeholder per individuare i bisogni, le aspettative e condividere le scelte.
Nel mondo della scuola, i principali portatori d’ interesse sono gli studenti, portatori di interessi primari, la famiglia, il personale, le altre istituzioni scolastiche, le università e tutti gli enti, le associazioni presenti sul territorio, le imprese, i fornitori, le amministrazioni scolastiche locali e nazionali, la regione e gli enti territoriali, i servizi socio-sanitari, gli istituti di ricerca educativa, le rappresentanze sindacali, l’editoria scolastica, i media locali.
Sono tuttiinterlocutori della comunicazione con iquali è importante costruire, attraverso un processo di stakeholder engagement, un rapporto di fiducia su questioni di interesse reciproco, informandoli sul proprio operato per capire gli effetti positivi o negativi delle proprie azioni e chiedendo loro, se possibile, dei giudizi.
3. Il Bilancio Sociale: obiettivi, scopi e opportunità
Trasparenza e responsabilità diffusa costituiscono gli obiettivi cardine del Bilancio Sociale. Rendicontando sull’attività svolta con la massima chiarezza e in maniera ben comprensibile, la scuola contribuisce non solo a rendere trasparente il proprio operato, ma soprattutto a ridurre l’asimmetria informativa esistente nel rapporto tra portatori di interesse e istituzione.
Soddisfacendo le esigenze degli stakeholder ed interrogandosi sul raggiungimento degli obiettivi perseguiti mediante l’attività svolta, l’istituzione soddisfa la domanda di responsabilità.
Lo scopo del Bilancio Sociale non è soltanto quello di porre a sistema esperienze di gestione della qualità e di autovalutazione ma, soprattutto, quello di diffondere un senso di responsabilità all’interno della comunità scolastica e creare le condizioni reputazionali nel contesto sociale in cui essa opera.
Piano dell’Offerta Formativa, Regolamenti interni, Programma Annuale, relazioni del Dirigente: un sistema di documentazione frammentario e parziale del complesso lavoro scolastico
La costruzione del Bilancio Sociale implica un impegno sistematico e costante, che coinvolge tutta l’organizzazione scolastica e, se efficacemente realizzata, offre diverse opportunità:
- sinergia tra le diverse prassi di qualità dell’istituto, finalizzandole agli obiettivi strategici;
- costruzione di consenso, rispondendo alle attese provenienti dal territorio;
- guida nelle scelte nell’ambito dell’ assegnazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali;
- riconoscibilità nel tessuto territoriale, favorendo relazioni virtuose, soprattutto con le famiglie;
- imprenditorialità della scuola attraverso la disponibilità all’apertura e alla collaborazione;
- lavoro in rete, offrendo alla scuola il vantaggio di mettere le proprie competenze a disposizione della collettività per la costruzione del bene comune. (3)
4. Le iniziative di promozione del Bilancio Sociale nel sistema scolastico
Nel settembre del 2012 il Ministero della Pubblica Istruzione ha emanato le Indicazioni Nazionali per il Curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, e ha chiarito che “alle singole istituzioni scolastiche spetta poi la responsabilità dell’autovalutazione che ha la funzione di introdurre modalità riflessive sull’intera organizzazione dell’offerta educativa e didattica della scuola, ai fini del suo continuo miglioramento, anche attraverso dati di rendicontazione sociale,”annunciando un lavoro di ricerca e sperimentazione nelle scuole.(4)
Con nota del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 3214 del 22.11.2012 sono state trasmesse le Linee di indirizzo “Partecipazione dei genitori e corresponsabilità educativa”, redatte sulla base dei suggerimenti e delle indicazioni del FONAGS (Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola).
Il documento, riaffermando il ruolo della famiglia nella definizione dell’autonomia didattica e culturale della scuola, richiama l’attenzione “sull’importanza di una partnership educativa tra scuola e famiglia fondata sulla condivisione dei valori e su una fattiva collaborazione delle parti nel reciproco rispetto delle competenze”.(5)
Mantenendo vivo il senso di “responsabilità sociale”, è compito delle scuole impegnarsi a contribuire alla “costruzione del sociale”, assumendosi la responsabilità degli effetti delle scelte che compiono, in termini di valori educativi, e rendendo trasparente, ai cittadini, l’esercizio dell’autonomia.
Temi fondamentali del documento sono:
1) la corresponsabilità educativa: aspetti problematici e valore strategico
2) dalla partecipazione dei genitori alla corresponsabilità educativa
3) il Patto di Corresponsabilità Educativa
4) lo Statuto delle studentesse e degli studenti
5) l’Organo di garanzia regionale
Fra le azioni volte a realizzare una condivisa corresponsabilità educativa viene sottolineato, a più riprese, il Bilancio Sociale, come strumento in grado di consentire un maggiore processo di accountability verso gli stakeholder, compresi i genitori, e viene evidenziato l’impegno quotidiano delle scuole nel creare concreti momenti di collaborazione, cooperazione e piena partecipazione delle famiglie alla vita scolastica, in modo da creare una progettazione educativa “partecipata”.
Il Bilancio Sociale è il principale documento di sintesi del funzionamento strategico organizzativo della scuola: strumento di comunicazione e di rendicontazione sociale, consente una ridefinizione condivisa delle finalità e delle modalità organizzative e di gestione
Particolare rilevanza assume il documento di ricerca sulla “Rendicontazione Sociale degli Istituti Scolastici”, elaborato dal G.B.S “Gruppo di studio per la statuizione dei principi di redazione del Bilancio Sociale”, orientato ad offrire alle scuole, impegnate in processi di autovalutazione e in azioni di miglioramento, uno strumento di riflessione in tema di responsabilità e rendicontazione.
Il documento, nello specifico, illustra i principi e le procedure essenziali per la costruzione del Bilancio Sociale nelle scuole.
Secondo tale modello, il Bilancio Sociale si propone i seguenti obiettivi :
- “fornire a tutti gli stakeholder un quadro complessivo delle performance dell’istituto scolastico, aprendo un processo interattivo di comunicazione sociale;
- fornire informazioni utili sulla qualità dell’attività scolastica per ampliare e migliorare – anche sotto il profilo etico-sociale – le conoscenze e le possibilità di valutazione e di scelta degli stakeholder”. (6)
Evidenziamo ora alcuni dei principi da rispettare per la costruzione e la redazione del Bilancio Sociale:
- responsabilità: si tratta di individuare chiaramente gli stakeholder a cui l’Istituto deve rendere conto degli effetti della sua attività;
- identificazione: si devono dichiarare i principi, le finalità e i valori-missione della scuola, per dare ai portatori di interesse la chiara percezione delle responsabilità connesse;
- trasparenza: tutti i destinatari del Bilancio Sociale devono poter comprendere il documento in ogni suo aspetto;
- inclusione: tutti gli stakeholder devono essere coinvolti nel processo di redazione del Bilancio Sociale e devono poter apportare liberamente il proprio contributo; eventuali esclusioni o limitazioni devono essere motivate;
- coerenza: vi dovrà essere corrispondenza tra valori indicati e scelte strategiche compiute;
- neutralità: non dovrà esistere alcun collegamento con gli interessi specifici degli attori coinvolti nel Bilancio Sociale.
Contestualizzando nella realtà scolastica il modello standard proposto del GBS nel 2013, la ricerca ha individuato le principali aree di rendicontazione sociale:
- identità e contesto;
- stakeholder;
- risultati e scelte educative;
- gestione dei servizi;
- gestione delle risorse economico finanziarie.
4. Il Bilancio Sociale nella governance dell’autonomia
Nelle pubbliche amministrazioni, col passare degli anni, si è passati da una logica di government, caratterizzata dall’uso di strumenti formali (leggi, decreti e regolamenti), ad una logica di governance, caratterizzata dall’uso di strumenti spesso informali, con l’obiettivo di “creare consenso” attorno a determinate scelte.
Privilegiando, allora, la logica della governance, mediante il Bilancio Sociale, la scuola dell’autonomia si pone nelle condizioni di implementare la collaborazione con il territorio attraverso politiche di pianificazione dell’offerta formativa.
La partecipazione attiva dei genitori alla vita scolastica e il coinvolgimento dei docenti nelle decisioni che riguardano l’istituzione scolastica rappresentano aspetti strategici di una governance condivisa, caratterizzata dalla cultura della responsabilità, della competenza, della cooperazione e della competizione.Per ben esercitare tale governance, le scuole sono chiamate, quindi, a realizzare vere comunità di insegnamento-apprendimento, comunità professionali di Dirigenti, docenti e operatori, comunità partecipate di genitori, studenti, enti ed associazioni del territorio, tutti protagonisti attivi in un’ottica di responsabilità comune e di progettazione partecipata.
Il Bilancio Sociale è oggi lo strumento più sistematico con il quale un’istituzione può, volontariamente, render conto ai propri stakeholder delle attività, dei risultati e dell’impiego di risorse in un dato periodo
In questo contesto, la scuola dovrà presentare un suo Bilancio Sociale, una“rendicontazione sociale”, dando conto alla società nel suo complesso dei risultati della sua attività, attraverso un processo informativo continuo.
Un ruolo fondamentale svolge, quindi, la comunicazione nelle sue diverse forme, affinché si possa instaurare un rapporto, un dialogo ed un clima di fiducia tra scuola e stakeholder.
5. Accountability e rendicontazione sociale
Il termine inglese “accountability” è reso in italiano con “responsabilità incondizionata”.
La ricerca educativa, come afferma Paletta, ha individuato quattro distinti sistemi di accountability:
- Accountability manageriale (centralizzata), basata sui risultati e caratterizzata da una esplicita base di conoscenza degli stessi, costruita in maniera standardizzata attraverso valutazioni centralizzate.
- Accountability burocratica, basata su risorse e processi e caratterizzata da una tacita base di conoscenza, che considera irrilevante la misurazione degli apprendimenti. Secondo tale sistema, attraverso il controllo delle risorse e dei processi, è possibile predeterminare il tipo e la qualità dei servizi erogabili e i risultati raggiungibili. La conformità alle procedure è garanzia del perseguimento delle finalità istituzionali.
- Accountability professionale autoreferenziale,secondo la quale la responsabilità professionale è centrata sul come e sul perché si apprende e risponde solo a se stessa nel rispetto delle norme della professione, senza prevedere confronti all’interno della comunità di appartenenza.
- Accountability professionale evidence-based, che si caratterizza per “l’attivazione di strutture e meccanismi di apprendimento organizzativo fondati sull’utilizzo dei dati relativi agli apprendimenti degli studenti, ai processi educativi, alle risorse e alle condizioni di contesto in cui la scuola si trova ad operare”. (7)
Un sistema di accountability “centralizzata ” promuove la comparabilità delle scuole, ma non è sufficiente ai Dirigenti scolastici e ai docenti per dimostrare il loro effettivo impegno nella realizzazione di un servizio di qualità.
I portatori d’interesse del mondo scolastico sono non sono gli studenti e le loro famiglie, ma anche aziende, fornitori, associazioni, media, enti, Istituzioni, Università
Impegnarsi, invece, per la realizzazione di un sistema di accountability “condivisa”, attraverso lo sviluppo di una leadership costruttivista, permetterebbe di riconoscere ed esaltare la professionalità dei docenti, consentendo la costruzione di significati, scopi comuni e apprendimenti reciproci, in un’ottica di responsabilità collettiva per il successo della scuola.
- La rendicontazione sociale e la misurazione della performance
Il processo di rendicontazione sociale costituisce per la scuola una opportunità per riflettere sistematicamente su se stessa, sui propri valori, sulla propria missione e sugli obiettivi da perseguire.
Attraverso la costruzione del Bilancio Sociale “la scuola dovrebbe essere chiamata a
definire e comunicare la propria identità istituzionale, costruire un’immagine e reputazione di qualità e di affidabilità presso i propri stakeholder, darsi degli obiettivi e delle strategie e dimostrare ,attraverso una robusta misurazione della performance, i risultati effettivamente conseguiti”. (8)
Il Bilancio Sociale diviene allora strumento al servizio dell’autonomia scolastica e dei processi di valutazione, per “misurare”, con opportuni indicatori, le performance in termini di efficienza (miglior utilizzo delle risorse disponibili), di efficacia (raggiungimento degli obiettivi) e di equità (costruzione del bene comune per le giovani generazioni).
I complessi e repentini cambiamenti culturali, economici e sociali hanno fatto crescere le richieste di accountability delle scuole per poterne verificare il reale contributo alla creazione di valore pubblico.
Il nuovo Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) introdotto dal D.P.R. n. 80/2013,
contestualizzando nel settore dell’istruzione il ciclo di gestione della performance avviato dal D.lgs. 150/2009, prevede formali processi di autovalutazione e valutazione esterna, ai fini del miglioramento della qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti degli alunni.
Intorno agli obiettivi di miglioramento, espressi in termini di esiti e apprendimenti degli studenti, ruota l’intero ciclo di gestione della performance scolastica che, avviata con un Rapporto di Autovalutazione, culmina nella pubblicazione di una rendicontazione sociale, finalizzata a diffondere “i risultati raggiunti, attraverso indicatori e dati comparabili, sia in una dimensione di trasparenza sia in una dimensione di condivisione e promozione del miglioramento del servizio con la comunità di appartenenza”.(9)
Ma la rendicontazione non è un semplice atto di comunicazione dei risultati raggiunti dalla scuola.
La rendicontazione sociale, con un approccio di accountability cooperativa, recuperando una dimensione di condivisione, si caratterizza come un processo volontario che muove dalla consapevolezza del dover render conto ai portatori di interessi (stakeholder) dell’uso che viene fatto dell’autonomia scolastica e del modo in cui realizza la sua performance.
Per un sistema di misurazione della performance sono fondamentali: gli indicatori, i target, una mappa strategica e le scelte operative. (10)
Gli indicatori di performance sono strumenti che rendono possibile l’attività di acquisizione di informazioni. Essi sono collegati a obiettivi e consistono in misurazioni quantitative degli obiettivi strategici da cui derivano.
Con il termine target si indica “il risultato che si intende ottenere, ovvero il valore desiderato in corrispondenza di un’attività o un processo”.(11)
La mappa strategica, che rappresenta i legami tra le scelte di miglioramento e le scelte operative, serve a collegare obiettivi a indicatori e può essere usata per comunicare agli stakeholder la
strategia adottata. I risultati attesi (target) e le scelte operative (progetti, attività) indirizzano l’attività manageriale e l’operato del personale della scuola.
Obiettivi, indicatori di performance e target, quindi, costituiscono il punto di riferimento per monitorare i risultati conseguiti dalla scuola e comunicare agli stakeholder, attraverso il Bilancio Sociale, la performance realizzata dalla scuola.
Il sistema di misurazione della performance comprende:
- indicatori di input, che si riferiscono alle risorse disponibili (monetarie e fisico-tecniche) e comprendono le spese della scuola e la definizione del rapporto tra numero di insegnanti e postazioni computer, ad esempio;
- indicatori di processo, che si riferiscono alla misurazione di output, intesi come risultati immediati delle attività svolte dalla scuola in risposta agli input, e comprendono le attività didattiche, organizzative, amministrative e di servizio svolte ( es: numero di giorni di lezione);
- indicatori di produttività tecnica, che mettono in relazione le risorse disponibili con il grado di utilizzo delle medesime (numero di ore di utilizzo dei laboratori, diviso per il totale delle ore disponibili), che viene misurato con un indicatore di output (servizi forniti);
- indicatori di efficienza di processo, che mettono in relazione le risorse con i processi e vengono misurati dal rapporto tra input e output (costi per le attività di recupero, divisi per il numero di studenti coinvolti);
- indicatori di tempestività dei processi, che misurano il rispetto dei tempi di svolgimento di attività didattiche e amministrative (numero di consegne puntuali dei materiali). (12)
Agli indicatori di performance, dunque, è affidato il compito di “dare conto” in modo significativo delle azioni, dei risultati ottenuti e del valore prodotto.
- La struttura del Bilancio Sociale
Dall’esperienza di ricerche condotte nelle scuole emerge una struttura possibile del Bilancio Sociale.
Dopo una presentazione e una nota metodologica sul processo di rendicontazione, il Bilancio Sociale deve fornire informazioni in merito a:
- identità istituzionale;
- stakeholder;
- scelte educative e risultati;
- gestione dei servizi;
- gestione delle risorse economiche e finanziarie. (13)
Il documento si completa con la definizione del piano di miglioramento del Bilancio Sociale.
Nella prima parte del documento la scuola presenta la propria identità, descrivendo gli aspetti salienti del contesto socio-ambientale, le proprie finalità, il proprio assetto istituzionale, la mission, i valori e la vision.
La seconda parte è dedicata alla mappatura degli stakeholder, finalizzata ad identificarne le varie tipologie (studenti, famiglie, personale docente, personale tecnico-amministrativo, reti di scuole,enti pubblici territoriali, fornitori, partner della comunità territoriale) e a permettere al Dirigente di attribuire priorità in base alla ricognizione delle necessità. Gli studenti sono portatori di interessi primari e molto speciali, in quanto, nel processo di insegnamento-apprendimento, concorrono attivamente al raggiungimento dei risultati previsti, influenzando in modo sostanziale la determinazione della mission e la progettazione degli obiettivi strategici.
Obiettivi, indicatori di performance e target, quindi, costituiscono il punto di riferimento per monitorare i risultati conseguiti dalla scuola e comunicare agli stakeholder, attraverso il Bilancio Sociale, la performance realizzata dalla scuola
La definizione delle scelte educative e la comunicazione degli esiti formativi richiedono la costruzione di un sistema di raccolta e sistematizzazione dei dati che garantisca la reale fattibilità del processo di rendicontazione.Il Bilancio Sociale parte quindi dall’analisi dei risultati e da questi trae evidenze per identificare gli obiettivi strategici che costituiranno le priorità di investimento per i successivi anni. Gli obiettivi strategici rappresentano, dunque, il focus della rendicontazione.
Particolare attenzione si porrà alla definizione degli obiettivi strategici nell’area degli apprendimenti, che non solo presuppone un processo di analisi e interpretazione dei dati di apprendimento, ma, soprattutto, “implica che nella scuola vi sia discussione e condivisione del significato di apprendimento, di conoscenza e competenza, di formazione di competenze per la cittadinanza, di insegnamento efficace, di valutazione e certificazione”. (14)
Inoltre, la definizione degli obiettivi strategici nell’area gestionale ed organizzativa della scuola è fondamentale per favorire un processo formativo di qualità. Diventa determinante intervenire su: leadership distribuita, formazione e professionalità interattiva.
Gli obiettivi strategici rappresentano il focus della rendicontazione.
Particolare attenzione si porrà alla definizione degli obiettivi strategici nell’area degli apprendimenti
Il coinvolgimento e la partecipazione di studenti, famiglie e altri stakeholder, infine, rappresentano le condizioni essenziali per sostenere l’innovazione e lo sviluppo delle pratiche educative.
Passando alla gestione dei servizi, si rendiconta sull’organizzazione dei servizi generali e amministrativi, sui servizi tecnici ausiliari, sulle infrastrutture e sui servizi presenti sul territorio.
La descrizione della gestione delle risorse finanziarie si concentra infine sull’individuazione dei fondi disponibili e sulla loro diversificazione.
Tale struttura è evidenziata nella seguente tabella:
Struttura del Bilancio Sociale (15)
- Linee guida e condizioni di fattibilità
Per la realizzazione del Bilancio Sociale nella scuola dell’autonomia, sono individuate le seguenti Linee guida:
- “definire la propria identità istituzionale e gli obiettivi strategici perseguiti;
- comunicare agli stakeholder gli obiettivi della scuola e i suoi risultati;
- tener conto del punto di vista degli stakeholder, interni ed esterni, e costruire un’autentica condivisione sugli scopi della scuola e sulle sfide del cambiamento;
- collegare agli obiettivi strategici i relativi indicatori per misurare le attese di risultato e i risultati effettivamente raggiunti;
- rendicontare gli apprendimenti degli studenti anche in relazione ai dati forniti dal sistema nazionale di valutazione;
- rendicontare le risorse economiche e finanziarie sulla base dell’anno scolastico, coniugando il ciclo amministrativo delle entrate e delle spese con le scelte didattiche ed organizzative assunte dalla scuola;
- bilanciare le risorse disponibili con la visione strategica della scuola, rendendo leggibili le risorse rispetto alle scelte e ai risultati”. (16)
Per avviare la costruzione di un Bilancio Sociale, la prima condizione è l’interesse e la cura del Dirigente scolastico per gli apprendimenti. A tale condizione dovrà seguire una puntuale verifica delle condizioni di fattibilità, analizzando non solo la struttura organizzativa della comunità scolastica, ma soprattutto la sfera motivazionale e culturale dell’intera comunità.
I principi da rispettare per la costruzione e la redazione del Bilancio Sociale: responsabilità, identificazione, trasparenza, inclusione, coerenza, neutralità
Prima di approcciarsi a tale visione strategica della scuola, quindi, sarà fondamentale riflettere sull’attenzione che essa pone ai processi formativi; sul suo interesse ad interagire con l’esterno; sulla presenza di una cultura dell’autovalutazione; sulla presenza di uno staff di supporto al processo che sappia “contaminare” il Collegio tutto.
Grazie al processo di costruzione del Bilancio Sociale, il Dirigente avrà l’opportunità di dotarsi di uno strumento di programmazione allargata che dovrà coinvolgere i diversi interlocutori, motivandone partecipazione e collaborazione.
La scelta del “dar conto” dovrà essere socializzata alle diverse componenti della comunità scolastica per farla condividere e acquisire consenso, motivando tutti gli operatori all’ implementazione di una autentica cooperazione.
Impegnandosi nella costruzione di alleanze sociali nella comunità scolastica e territoriale, il Dirigente contribuirà allo sviluppo di una governance condivisa, nell’ottica del miglioramento della qualità dei processi di apprendimento/insegnamento.
Costruire il Bilancio Sociale vuol dire contribuire a creare un senso diffuso di responsabilità, portando a sistema esperienze di gestione della qualità e di autovalutazione, in un’ottica di miglioramento continuo del “sistema scuola”
Conclusioni
Nella governance della scuola dell’autonomia, strategico è il ruolo del Bilancio Sociale, che non è da considerarsi come un ulteriore documento da affiancare a quelli già previsti dalla normativa vigente, ma uno strumento che interpreta e legge in maniera diversa tali documenti, verificandone la pertinenza rispetto agli obiettivi strategici della scuola.
Con la costruzione del Bilancio Sociale la scuola, quindi, rende conto:
- del proprio operato, in modo da verificare se gli obiettivi dichiarati siano stati raggiunti o se si renda necessario, piuttosto, introdurre ulteriori interventi (di cosa?);
- ai propri stakeholder, informandoli sul proprio operato per capire gli effetti positivi o negativi delle proprie azioni e, eventualmente, chiedendo loro dei giudizi (a chi?) ;
- aprendosi all’esterno per costruire alleanze sociali, ponendosi nella condizione di chiarire, giustificare , spiegare incomprensioni o giudizi spesso infondati (come?);
- per migliorare i processi di insegnamento/apprendimento e costruire valore sociale (perché?)
Costruire il Bilancio Sociale vuol dire abbandonare l’autoreferenzialità, aprirsi al dialogo, alla cooperazione, al confronto e implementare una autentica cultura della rendicontazione sociale attraverso la creazione di un senso diffuso di responsabilità, portando a sistema esperienze di gestione della qualità e di autovalutazione, in un’ottica di miglioramento continuo del “sistema scuola”.
BIBLIOGRAFIA
- Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica, Direttiva 17 febbraio 2006 – rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche. (GU n. 63 del 16-3-2006).
- Autori Vari, Bilancio sociale: Linee guida per le amministrazioni pubbliche, Formez, Roma, 2006
- Paletta A., Bonavoglia C., Boracci C., Peccolo L., La scuola rende conto. Idee e strumenti per la costruzione del Bilancio Sociale, Bruno Mondadori, 2011.
- Ministero della Pubblica Istruzione, Indicazioni Nazionali per il Curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione Roma, 2012.
- Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Linee di indirizzo “Partecipazione dei genitori e corresponsabilità educativa”, Roma, 2012.
- GBS la rendicontazione sociale degli istituti scolastici, documenti di ricerca n.13, Franco Angeli, 2015
- Paletta A., Scuole responsabili dei risultati. Accountability e bilancio sociale, Bologna, Il Mulino, 2011
- Paletta A., Tieghi Marco, Il Bilancio Sociale su base territoriale. Dalla comunicazione istituzionale alla PubblicGovernance, Torino, Isedi , 2007.
- P.R. Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione, Roma 2013.
- Previtali D., Guglietti M., Dirigenti Scolastici. Leadership e responsabilità, “I Quaderni di Voci della scuola”, n.4, Napoli, Tecnodid, 2011
- Previtali D., Guglietti M.,Op.cit. pag. 26
- Paletta A., Bonavoglia C., Boracci C., Peccolo L., La scuola rende conto. Idee e strumenti per la costruzione del Bilancio Sociale, Bruno Mondadori, 2011
- , Paletta A.,op. cit., pag.194
- Paletta A., Bonavoglia C., Boracci C., Peccolo L.,cit., pag. 40
- Paletta A., Valutazione miglioramento e rendicontazione sociale,in http://istruzioneer.it/wp-content/uploads/2014/05/UNIBO-Paletta-BS-13-5.pdf
Paletta A. Il Sistema di Valutazione: un’occasione per far crescere la scuola italiana, Atti Seminario, Milano, 2013.
CHI E’
Maria Rosaria Rielli, dirigente scolastica di pluridecennale esperienza, specializzata in Management pubblico e Valutazione e autovalutazione dei dirigenti scolastici, è componente dei Nuclei regionali di valutazione dei dirigenti scolastici e mentor per la formazione dei nuovi dirigenti.




