Viaggio tra le parole
a cura di Enrica Bienna
(già docente di lettere nella scuola secondaria di II grado)
Parole. Un Dizionario Privato
, Marcello Sensini, a cura di Federico Roncoroni, A. Mondadori Scuola 2015
Qualche tempo fa ho avuto in dono, da parte della casa editrice A. Mondadori Scuola, e con me numerosissimi altri insegnanti di italiano, questo elegante libricino dal titolo accattivante : Parole. Un dizionario privato . I nomi dell’autore e del curatore , conosciutissimi nel mondo della scuola come autori di grammatiche, antologie, sussidi per l’insegnamento della lingua tra i più adottati, facevano pensare ad un prodotto confezionato ad hoc, all’ennesimo strumento didattico progettato per migliorare il lessico dei ragazzi di oggi che, si sa, è inadeguato, scarso e monotono . Mi sono chiesta dunque quanti di noi destinatari dell’omaggio lo hanno all’inizio superficialmente sfogliato e depositato poi tra pile di materiali scolastici di varia provenienza , rinviandone la lettura.
E invece, avendo deciso di affrontarne la lettura, ecco la prima sorpresa: la scoperta che Marcello Sensini e Federico Roncoroni sono la stessa persona e che quest’ultimo, autore dichiarato del testo, studioso di letteratura , saggista e raffinato linguista, tra le sue numerose pubblicazioni vantava già un “Sillabario della memoria. Viaggio sentimentale tra le parole amate” e una precedente e più ricca edizione del testo che presentiamo.
La seconda sorpresa, estremamente piacevole, è stata quella di sentirmi coinvolta in un viaggio tra le parole che, dalla “a” di -amante- alla “z” di -zagara- attraverso termini comuni, dialettismi, anglicismi, parole obsolete e neologismi, si è rivelato un viaggio nel mondo sentimentale, esperienziale, culturale dell’autore.
Ed era infatti questo l’intento di Roncoroni: dopo tanti libri destinati ad insegnanti, alunni e bambini, finalmente “ il momento di lasciarsi andare”, coltivare la memoria e la narrazione personale, attraverso il recupero di un lessico privato, formatosi nel tempo, nelle diverse stagioni della vita. Al lessico familiare della sua infanzia (inevitabili le associazioni alla Ginzburg o a Canetti de “La lingua salvata”…) si aggiungono dunque le parole legate ai tempi della giovinezza e della maturità: quelle condivise con gli amici, o assorbite dalle letture colte, e quelle intime del linguaggio delle relazioni sentimentali. Ma si tratta di un recupero fatto con divertimento e leggerezza, libero dalle tentazioni della nostalgia o della erudizione , assaporando il gusto di evocare, attraverso la parola, contesti, scene di vita, personaggi: la nonna Pina , la zia Evelina e lo zio Adelmo, il maestro Miriani, il gatto Micio Macio, le tante amiche e i dialoghi amorosi, il tinello delle case borghesi e il piacere confortevole della pastina.
La tecnica adottata è semplice, almeno all’apparenza: utilizzare associazioni e apologhi per arrivare a definire il significato profondo delle parole: cosi’ “diavolo” è termine indissolubilmente legato agli insegnamenti della nonna, il comportamento di Micio Macio, di ritorno da protratte assenze, serve a spiegare il significato del termine “garbo”, e “guardone” si connota attraverso le esperienze giovanili condivise con amici.
Il piacere per la narrazione scanzonata e a volte irriverente non toglie nulla però alla serietà e alla cura minuziosa con cui l’autore ricostruisce l’etimologia di ogni termine, l’evoluzione del suo significato, gli eventuali usi letterari, rendendo complessivamente il quadro delle caratteristiche di un lessico che è privato, ma che riflette dinamiche linguistiche generali.
E in fondo, da parte di un profondo conoscitore dell’italiano, una lezione sicuramente c’era da aspettarsela: si può parlare seriamente di lingua, usando la lingua in modo colloquiale, diretto, anche un pò osé… certamente poco accademico, e questo può essere invitante per un pubblico di non specialisti.
Per concludere, un divertissement, tratto dall’ultima pagina del volume:
Perch’io non spero di vederlo mai,
parole mie amate e care,
di passione calde e di memorie,
andate voi, leggere e piane,
dritto al mio gentil lettore
che per sua cortesia
molto vi farà onore.
Recate a lui di me notizia
e, se potete, gioia e letizia.

