• mercoledì , 12 Maggio 2021

Sulla nuova valutazione nella scuola primaria

Corsi e ricorsi storici, tra giudizi numerici e valutazioni descrittive, fino al  Decreto Legge 8 aprile 2020, n. 22 e della successessiva Ordinanza ministeriale del 4 dicembre 2020

I voti in numeri decimali vennero soppressi dalle pagelle scolastiche delle scuole del primo ciclo con la Legge n. 517 del 4 agosto del 1977

Il Regolamento della scuola elementare, che risale al 1928, introdusse il concetto di qualifica nella valutazione finale dei bambini e dei ragazzini della scuola dell’obbligo; zero, insufficiente, sufficiente, buono, lodevole. Lo zero esprimeva “niente

Mariastella Gelmini cancellò con un colpo di spugna (cioè con il Decreto-legge  1° settembre  2008, n. 137) la più grande innovazione che era stata introdotta nel secondo ‘900 in materia  di valutazione dei rendimenti scolastici: l’abolizione del voto numerico

Il modello di valutazione della Legge 517 del 1997, ha visto il suo tramonto con l’inizio dell’anno scolastico 2008/09, con il Decreto-legge n. 137 del 1° settembre, convertito nella Legge n. 169 del 31 ottobre dello stesso anno, il cui articolo 2 ha disposto che dall’anno scolastico 2008/2009

di Fabio Scrimitore

Abstract

La valutazione espressa in voti numerici nelle scuole del Regno d’Italia,  fino al secondo ventennio del ‘900, era stata accolta serenamente sia dagli insegnanti che dalle famiglie, e similmente era stata accettata quella successiva, basata sulle qualifiche, ciascuna composta d’un solo aggettivo. Nella generale compiacenza, i voti numerici erano riapparsi nel secondo dopoguerra e sono rimasti fino al 1977, quando sono stati sostituiti con i giudizi analitici e sintetici. Nel 2008 hanno fatto di nuovo capolino i voti numerici, poi, al tempo del Covid, è stata ripristinata la valutazione descrittiva.

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