Aspetti della vita quotidiana tra ragazzi 11-17 anni: i risultati dell’indagine condotta nel 2014
Più del 50% degli intervistati ha riferito di essere rimasto vittima, nei 12 mesi precedenti l’intervista, di un episodio offensivo, non rispettoso e/o violento. Il 19,8%, ha dichiarato di aver subìto azioni tipiche di bullismo una o più volte al mese
di Stefania De Cristofaro
Nel 2014 l’Istat ha condotto l’indagine campionaria annuale “Aspetti della vita quotidiana” con l’obiettivo di approfondire diversi aspetti del vivere giornaliero di ragazzi e adolescenti, con particolare attenzione al bullismo, e per questo ha rivolto una serie di domande agli studenti di età compresa tra 11 e 17 anni, sotto forma di questionario anonimo e su base volontaria.
Ai ragazzi è stato chiesto, attraverso la presentazione di alcuni esempi, “se nei 12 mesi precedenti l’intervista avessero subìto una o più prepotenze/soprusi” e sono state “raccolte informazioni su coloro che avevano assistito ad atti di sopraffazione e/o violenza tra coetanei e sulle strategie che i ragazzi consideravano più efficaci per uscire dalla spirale del bullismo”. Ed è stato monitorato – per la prima volta – il cyberbullismo.
La metà degli studenti ha subito episodio offensivo, non rispettoso e/o violento
“Più del 50% degli intervistati ha riferito di essere rimasto vittima di un qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento. Una percentuale significativa, pari al 19,8%, ha dichiarato di aver subìto azioni tipiche di bullismo una o più volte al mese (oltre 800 mila ragazzi)”, si legge nella relazione conclusiva. Il report è stato presentato anche in occasione dell’audizione davanti alle commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera dei Deputati del direttore della Direzione centrale delle statistiche demografiche e del censimento della popolazione, Saverio Gazzelloni, lo scorso 16 marzo, per l’esame delle proposte di legge recanti “Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo, del cyberbullismo e di misure rieducative dei minori”. “In circa la metà di questi casi (9,1%) si è trattato di comportamenti che sono avvenuti una o più volte a settimana.
La violenza di genere: oltre il 55% delle ragazze oggetto di prepotenze
Le ragazze hanno evidenziato una percentuale di vittimizzazione superiore rispetto ai ragazzi. Oltre il 55% delle giovani 11-17enni è stata oggetto di prepotenze qualche volta nell’anno, mentre per il 20,9% le vessazioni hanno avuto almeno una cadenza mensile, contro, rispettivamente, il 49,9% e il 18,8% dei loro coetanei maschi”, si legge nella relazione.
Dall’indagine, è emerso che il 9,9% delle ragazze ha subito atti di bullismo una o più volte a settimana, contro l’8,5% dei maschi. Tra i ragazzi utilizzatori di cellulare e/o Internet, il 5,9% ha denunciato di avere subìto ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, e-mail, chat o sui social network. Le ragazze sono state più di frequente vittime di cyberbullismo: 7,1% contro il 4,6% dei ragazzi. Dato che dee essere letto, così come sottolineato dall’Istat, tenendo in considerazione il atto che nel 2014 l’utilizzo dei telefoni cellulari tra i ragazzi era meno diffuso di oggi.
Un altro dato su cui riflettere, emerso dalla rivelazione, è che “bullismo e cyberbullismo tendevano a colpire gli stessi ragazzi: tra quanti hanno riportato di aver subìto ripetutamente azioni offensive attraverso i nuovi canali comunicativi una o più volte al mese, l’88% è stato vittima di altrettante vessazioni anche in altri contesti del vivere quotidiano”.
Il bullismo tra i ragazzi di origine straniera
Nel 2015 l’Istat ha condotto una indagine nelle scuole secondarie di primo e secondo grado sull’integrazione dei ragazzi stranieri, attraverso la somministrazione di una serie di domande in linea con i quesiti utilizzati nella rivelazione condotta nell’anno precedente.
Le risposte raccolte hanno evidenziato che i ragazzi stranieri hanno subito in misura relativamente maggiore episodi di bullismo rispetto agli italiani: i più “esposti” a episodi di prepotenza e/o comportamenti vessatori da parte dei loro coetanei sono stati i filippini (42% in più rispetto agli italiani), i cinesi (32% in più rispetto agli italiani) e gli indiani (27% in più rispetto agli italiani).
“Si tratta delle collettività che l’indagine ha individuato tra le più chiuse nei confronti del paese ospitante”, si legge nel report. “Le collettività più protette rispetto al bullismo sono risultate invece quelle di Paesi europei, come Ucraina e Albania”.
Nelle scuole secondarie di primo grado si è registrata una differenza più ampia tra italiani e stranieri rispetto a quanto avviene nelle scuole di secondo grado. Gli stranieri che hanno subito episodi di bullismo nelle secondarie di primo grado sono il 18% in più, rispetto ai coetanei italiani. Nelle scuole secondarie di secondo grado la differenza è del 12%.
Per quanto riguarda il genere, per tutti gli ordini di scuola, i maschi stranieri hanno messo in luce uno svantaggio rispetto ai coetanei italiani più elevato di quello che si registra tra le ragazze straniere e italiane. La quota di ragazze straniere vittime di bullismo è del 13% più elevata rispetto a quella delle coetanee italiane. Per i maschi stranieri la differenza con gli italiani si è attestata intorno al 20%.

