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I finanziamenti PNRR e l’attività negoziale

Abstract: Come è noto, in questo periodo le Istituzioni Scolastiche sono fortemente impegnate nella gestione dei progetti finanziati con i fondi del PNRR, simili per alcuni aspetti ai progetti finanziati con i cosiddetti Fondi PON Europei FSE/FESR, ma in realtà caratterizzati da nuovi aspetti tecnici operativi, che stanno sollevando non poche perplessità a tutti gli operatori della scuola

di Marco Graziuso

Tutte le Scuole hanno dapprima ricevuto la comunicazione delle risorse PNRR a disposizione, successivamente hanno formalizzato la vera e propria adesione, inserendo nell’apposita piattaforma “Futura” le attività progettuali da realizzare ed ora sono in piena fase di gestione delle attività.

Con la pubblicazione delle prime istruzioni operative, sono emerse subito le differenze fra la gestione dei Fondi FSE/FESR e le spese ammissibili dei Fondi PNRR, con particolare riferimento alle figure coinvolte nella gestione amministrativa dell’intero progetto.

Sembra di intravedere una naturale evoluzione delle spese ammissibili dei Fondi FSE/FESR, che hanno fatto emergere negli anni tante criticità e difficoltà nella fase di attuazione amministrativa dei Progetti.

Nei primi anni, l’attività amministrativa inerente ai progetti finanziati con Fondi FSE/FESR era considerata attività svolta al di fuori dei compiti d’ufficio e, per questo, da effettuarsi in orario non di servizio.

Successivamente, tale attività è stata considerata rientrante nei compiti e doveri d’ufficio, tanto da poter essere prevista nel piano delle attività del personale ata, ma, per essere riconosciuta come spesa ammissibile, da effettuarsi sempre in orario aggiuntivo.

Ora, con i Fondi PNRR l’attività amministrativa ordinaria non è più considerata rientrante tra le spese ammissibili e, pertanto, con le ulteriori disposizioni ministeriali emanate anche tramite le cosiddette faq, ogni figura coinvolta nell’attuazione del Progetto PNRR deve essere disponibile a svolgere un’attività non ordinaria e al di fuori del proprio orario di servizio.

Per tutte le attività di Progetto, il Ministero è intervenuto e, al fine di fornire supporto alle istituzioni scolastiche nella predisposizione degli atti per il conferimento di incarichi nell’ambito del Piano “Scuola 4.0”, è stato predisposto un kit contenente esempi di atti che le scuole potranno liberamente utilizzare e adattare, tenuto conto delle singole esigenze di contesto.

Gli esempi di atti costituiscono meri spunti di riferimento e di accompagnamento alla predisposizione degli stessi, ove necessari ai fini della realizzazione delle attività di progetto.

Le informazioni contenute negli esempi, pur non essendo vincolanti o aggiuntive rispetto al quadro già tracciato dai regolamenti comunitari, dalla normativa nazionale e dalle disposizioni attuative di cui alle circolari MEF-RGS e alle Istruzioni operative del Ministero dell’istruzione e del merito, rappresentano sicuramente una traccia utile per la predisposizione di tutti gli atti riguardanti gli incarichi al personale coinvolto, in coerenza con l’ammissibilità della spesa.

Occorre a questo punto evidenziare l’adempimento successivo al conferimento di ogni incarico, riguardante l’inserimento dei dati in Anagrafe delle Prestazioni, tramite piattaforma PerlaPA, che dal 2018 raccoglie tutti gli incarichi conferiti a qualsiasi titolo, ai sensi dell’art. 53 comma 14 del D.Lgs. n. 165/2001, da pubblicare nelle pertinenti sezioni di Amministrazione Trasparente.

Una volta esaurita la fase del conferimento degli incarichi alle figure necessarie all’attuazione del Progetto, si dovrà procedere con l’attività negoziale, finalizzata a realizzare gli obiettivi prefissati nei vari Progetti del Piano Scuola 4.0.

Al momento sappiamo che la scadenza per effettuare l’impegno di spesa è fissata al 30 giugno 2023 e, pertanto, salvo proroghe da tutti attese, i tempi sono davvero ristretti per predisporre gli atti necessari.

Nonostante la pubblicazione del nuovo Codice degli appalti che renderà efficaci le sue disposizioni dal 1° luglio 2023, possiamo evidenziare che fino al 30 giugno 2023 l’attività negoziale potrà essere svolta con le regole del D.Lgs. n. 50/2016, con le integrazioni contenute nel D.L. n. 77/2021.

Dopo la predisposizione del progetto esecutivo, la procedura dell’affidamento diretto sembra essere la più idonea per rispettare i tempi dettati dal cronoprogramma del Progetto, a partire da una mirata indagine di mercato.

La redazione di una determina di avvio di apposita indagine di mercato appare la soluzione più idonea e ragionevole quale procedura propedeutica e preliminare alle attività negoziali.

L’avvio del procedimento di consultazione inizia con la pubblicazione di un avviso all’Albo on line e nella sezione Amministrazione Trasparente, ferma restando la possibilità di disporre ulteriori forme di pubblicità, secondo un criterio di proporzionalità.

L’avviso contiene la corretta e adeguata esplicitazione dei presupposti e delle finalità che, in concreto, giustificano il ricorso alla consultazione preliminare.

In particolare, la consultazione può riguardare ogni aspetto tecnico ritenuto utile alla preparazione del successivo procedimento selettivo.

Successivamente si esaminano criticamente i contributi ricevuti e si valutano in modo oggettivo e comparativo, in rapporto alle effettive esigenze dell’amministrazione, ai fini dell’eventuale procedimento selettivo, nel rispetto dei principi di proporzionalità, trasparenza, concorrenza e non discriminazione.

Segue un format da personalizzare in relazione alle proprie esigenze.

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