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Passweb: le ragioni del no

Dirigenti scolastici e personale di segreterie, rappresentati dai rispettivi sindacati ed associazioni, fanno fronte comune per dire no a Passweb, la procedura online per la gestione della posizione assicurativa di un iscritto alle gestioni pubbliche INPS. Alla base del rifiuto, una questione di “competenza”, che si vorrebbe trasferire dall’ente di previdenza alle scuole, derogando perfino ai principi costituzionali

di Agata Scarafilo

Quasi tutti i sindacati e le associazioni di categoria si sono dichiarati, in più occasioni, pronti a sostenere i Dirigenti Scolastici e il personale delle Segreteria contro l’uso di Passweb, che si vorrebbe imporre nelle scuole. Il problema, sollevato a più riprese in questi anni, non afferisce il semplice utilizzo dell’applicativo Passweb che, fino a qualche anno fa, era gestito unicamente dagli operatori delle sedi INPS (Ente pubblico previdenziale), ma riguarda più precisamente la gestione, nel suo complesso, delle posizioni assicurative dei dipendenti delle scuole con le responsabilità che ne derivano. Di tutta evidenza, dunque, la questione in discussione non è l’adempimento tecnicamente considerato, ma è l’effetto che ne deriverebbe con un trasferimento giuridico delle competenze e delle responsabilità dall’INPS alle Scuole. Trasferimento che si è deciso di effettuare per tramite di intese e circolari, che gli Uffici Scolastici Provinciali (USP) e gli Uffici Scolastici Regionali continuano a mandare nelle scuole palesandone l’obbligatorietà dal 1 gennaio 2024.

Di tutta risposta la maggior parte dei sindacati ed associazioni di categoria continuano a diffidare formalmente il Ministero (MIM) affinché chiarisca la questione e soprattutto ritiri l’obbligo dell’applicativo Passweb, proditoriamente imposto alle scuole.

Inoltre, a sostegno del personale scolastico sono stati forniti e predisposti schemi di opposizione richiamanti la normativa e il rispetto dei principi di attribuzione e di competenza che ciascuna pubblica amministrazione manifesta nell’esercizio delle proprie funzioni.

L’articolo sicuramente più citato nei vari comunicati è l’art. 97 della Costituzione, dove viene specificato che “i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”.

Quindi, in più occasioni si è evidenziato il principio costituzionale secondo cui l’organizzazione dei pubblici uffici non possa sicuramente avvenireattraverso note e circolari che rende illegittimo il trasferimento di competenze, funzioni e compiti.

Ad ulteriore supporto delle scuole, vi è inoltre l’articolo 14 del DPR 275/1999 che recita: “le istituzioni scolastiche utilizzano esclusivamente il sistema informativo del Ministero della Pubblica Istruzione”.

Infatti, il programma Passweb dell’INPS non è un sistema informativo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, ma è un sistema esclusivamente utilizzato dall’INPS per le elaborazioni dei dati relativi alla posizione assicurativa dei dipendenti pubblici e privati.

Così, fermo restando l’individuazione nell’INPS della responsabilità delle procedure, sindacati e associazioni, hanno in più occasioni rimarcato (anche con note congiunte) la necessità di implementare, semmai, l’operatività del SIDI (Sistema Informativo dell’Istruzione), in uso dalle scuole, al fine di dialogare e scambiare dati con la rete dell’INPS. Un aspetto questo fattibile anche dal punto di vista economico tenuto conto del fatto che il Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza(PNRR) prevede lo stanziamento di fondi proprio per l’ammodernamento delle reti informatiche della P.A. e per la loro interoperabilità.

C’è da aggiungere, inoltre, che la questione gestione previdenziale trova per le scuole anche un ulteriore ostacolo legato ad una certificazione della vita previdenziale dei propri dipendenti su stipendi che, eccezion fatta per i supplenti fino al 2011, le scuole non hanno mai gestito personalmente in quanto i cedolini sono sempre stati gestiti dal MEF.

Le scuole, dunque, dovrebbero certificare situazioni previdenziali ed assumersi le responsabilità in base non ad una consultazione e verifica nei propri archivi, ma sulla base di tabelle (vedasi tabella Stanizzi) al fine di calcolare eventuali periodi mancati nell’estratto conto INPS.

Ricordiamo che i Dirigente Scolastico, nell’ambito della procedura in questione, risultano essere i certificatori finali delle pratiche pensionistiche che si vorrebbero decentralizzare nelle scuole. Motivo per cui anche le loro associazioni di categoria (vedasi note di “DirigentiScuola”  e dell’ANP), sottolineando il trasferimento anomalo di competenze dall’Istituto Nazionale di Previdenza alle scuole, hanno detto: No a Passweb!

Rif. Normativi

Costituzione

DPR 275/1999

DL 201/2011

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