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Cyberbullismo: impennata  tra 11 e 13 anni associata alla diffusione dei social network

È quanto emerso dalla VI rilevazione 2022 del Sistema di Sorveglianza Health Behaviour in School-aged Children sui Comportamenti collegati alla salute dei ragazzi in età scolare, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità insieme alle Università di Torino, Padova e Siena, con il supporto del Ministero della Salute, e la collaborazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito e di tutte le Regioni e Aziende Sanitarie Locali

di Stefania De Cristofaro

Impennata di episodi di cyberbullismo tra i ragazzi di età compresa tra 11 e 13 anni, associata alla diffusione dei social network. Le tinte del fenomeno del cybullismo quelle del bullismo emergono dalle dichiarazioni rese dagli studenti italiani coinvolti nella VI rilevazione 2022 del Sistema di Sorveglianza Hbsc Italia, Health Behaviour in School-aged Children, sui Comportamenti collegati alla salute dei ragazzi in età scolare, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) insieme alle Università di Torino, Padova e Siena, con il supporto del Ministero della Salute, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e di tutte le Regioni e Aziende Sanitarie Locali.

Stando al report presentato lo scorso 8 febbraio, in occasione del convegno organizzato dall’Iss, gli atti di bullismo sono più frequenti nelle ragazze e tra i più giovani: tra gli undicenni si arriva al 20%, cinque punti in più rispetto al dato medio riscontrato su scala nazionale (15%)

Lo studio multicentrico: l’Italia partecipa all’Hbsc dal 2002

L’Hbsc è uno studio multicentrico internazionale svolto dal 1983 in collaborazione con l’Ufficio Regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa con lo scopo di descrivere e comprendere i comportamenti correlati con la salute nei ragazzi di 11, 13 e 15 anni in circa 50 Paesi, tra l’Europa e il Nord America. L’Italia partecipa all’Hbsc dal 2002 e sino ad oggi ha svolto, con cadenza quadriennale, sei raccolte di dati (2002, 2006, 2010, 2014, 2018 e 2022) che hanno coinvolto tutte le regioni italiane e le province autonome.

Dal 2017, lo studio Hbsc è stato adottato come strumento unico nazionale per monitorare la salute dei ragazzi e delle ragazze, per effetto di quanto previsto nel Dpcm “Identificazione dei sistemi di sorveglianza e dei registri di mortalità, di tumori e di altre patologie, in attuazione del Decreto legge n. 179 del 2012” che ha riconosciuto la rilevanza nazionale e regionale della sorveglianza sugli adolescenti, attribuendone il coordinamento all’Istituto Superiore di Sanità.

Sette sono stati i principali aspetti oggetto dell’indagine: Alimentazione e attività fisica, Alcol, fumo, gioco d’azzardo, Scuola, famiglia, rapporto tra pari, Bullismo e cyberbullismo, Uso dei social media, Salute e benessere e, inane, Impatto della pandemia da Sars-Cov-2 sul benessere dei ragazzi e delle ragazze.

La composizione del campione rappresentativo: classi e studenti

L’indagine è stata condotta su un campione rappresentativo di giovani di 11, 13, 15 anni, e per la prima volta, è stata inclusa la fascia di età di 17 anni. La raccolta dati è avvenuta nelle scuole e nelle classi campionate a partire dal mese di febbraio 2022 e si è conclusa nel mese di giugno. Tutte le informazioni sono state rilevate attraverso la somministrazione di questionari online agli studenti e ai dirigenti scolastici.

Nelle scuole secondarie di I e II grado, le classi campionate sono state 6.388 distribuite su tutto il territorio nazionale. Le classi che hanno effettivamente aderito all’indagine sono state 5.673, pari all’ 88,8%. Il tasso di rispondenza più alto si è registrato in Emilia Romagna (99,1%) mentre quello più basso in Valle d’Aosta (46,6%).

Il numero iniziale di ragazzi che hanno aderito all’indagine è stato 111.640, mentre il numero pulito per età secondo le regole internazionali e su cui sono state fatte le analisi, è stato di 89.321. I ragazzi che hanno rifiutato di compilare il questionario, stando al report, sono stati 3.047. Il tasso di rispondenza nazionale è risultato pari al 97,3%. La percentuale maggiore è stata riscontrata in Lombardia (98,8%), mentre quella più bassa in Umbria (94,5%).

Non sembrano emergere significative differenze tra le Regioni con una variabilità compresa, per il bullismo: tra il 13% in alcune zone del sud Italia (Calabria e Basilicata) e il 18% nelle province autonome di Trento e Bolzano.

Cyberbullismo: 11-12% nelle province autonome di Bolzano e Trento e il 16% in Campania, Puglia e Sicilia

Confrontando la rilevazione che si riferisce al periodo 2017/2018 la frequenza di atti di bullismo sembra essere stabile, mentre stando a quanto emerge dal report reso noto dall’Istituto superiore di sanità, gli atti di cyberbullismo, ossia la manifestazione in rete del bullismo, sono aumentati soprattutto tra i giovani di età compresa tra 11 e 13 anni.

Per il cyberbullismo le percentuali oscillano tra l’11-12% nelle province autonome di Bolzano e Trento e il 16% in Campania, Puglia e Sicilia.

L’indagine, infine, ha preso in considerazione “l’’uso problematico dei social media”, nel contesto dei contatti on line, ed è emerso che è più diffuso tra le ragazze in tutee le fasce d’età. “La differenza è particolarmente pronunciata tra i 13enni e i 15enni, in cui la prevalenza di uso problematico tra le ragazze supera quella dei ragazzi di quasi dieci punti percentuali”, si legge nel report. Nelle regioni del Sud e in particolare in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, si rilevano le prevalenze più elevate, mentre il fenomeno appare meno diffuso nelle regioni del Nord Italia (Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia) e nelle province autonome di Trento e Bolzano.

Rispetto ai dati del periodo 2017-2018, è stato evidenziato un incremento dell’uso problematico dei social media, sopratutto tra le ragazze, per cui la prevalenza aumenta del 5% (da 11,8% a 16,9%, rispetto ai ragazzi che passano dal 7,8% al 10,3%). L’aumento risulta marcato tra le ragazze di 15 e i ragazzi di 11 anni.

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