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Istituzione di nuovo corso di studio e ridenominazione della scuola

Abstract

Se nell’organico d’un Istituto tecnico commerciale, nel contesto del piano regionale di ridimensionamento della rete scolastica, è stato aggiunto un corso quinquennale di liceo scientifico delle scienze applicate, esso non può comunque avvalersi del titolo di “Liceo scientifico”. L’avvenuta istituzione del suddetto corso avrà fatto perdere all’Istituzione stessa l’originaria denominazione di “Istituto tecnico commerciale” e le avrà fatto acquisire quella di “Istituto di istruzione secondaria superiore”.

Ciò non implica, peraltro, che il diploma che sarà rilasciato a conclusione del nuovo corso di studio non debba essere denominato “Diploma conclusivo del corso di liceo scientifico delle scienze applicate”.

Il Dirigente scolastico di un Istituto tecnico commerciale, i cui interessi, più che verso le opere di David Ricardo, Adam Smith ed Antonio De Viti De Marco, sembra che siano stati sempre rivolti verso la filosofia, e, in particolare, verso l’opera di Giordano Bruno – al punto da aver fatto intitolare l’Istituto al nome del filosofo nato a Nola, simbolo della libertà della ricerca ed arso vivo sul Gianicolo nel 1599 – a partire dal 1° settembre 2018, era riuscito a potenziare il Piano dell’offerta formativa del suo Istituto, facendosi autorizzare dalla Giunta della sua Regione, con l’assenso dell’Ufficio Scolastico Regionale, l’indirizzo corrispondente al corso di liceo scientifico delle scienze applicate.

L’ iniziativa era stata presa dal Dirigente non soltanto per affievolire il pericolo di riduzione dell’organico del suo antico Istituto, ma anche per non deludere le richieste che le più facoltose famiglie della cittadina avevano avanzato ai componenti laici del Consiglio di istituto, sollecitandoli ad adoperarsi per attualizzare gli indirizzi formativi di quella scuola. La modestia quantitativa degli insediamenti produttivi del territorio, secondo quanto sostiene il su citato Dirigente, dimostrava che il profilo educativo e professionale, che possono conseguire coloro che si diplomano frequentando i percorsi del settore economico degli Istituti tecnici, non assicura molte possibilità di occupazione ai giovani diplomati, tanto a quelli che frequentano l’indirizzo amministrazione, finanza e marketing, quanto a coloro che scelgono il settore turistico.

In seno al Consiglio di istituto era stata valutata anche la possibilità di arricchire il Piano dell’offerta formativa, proponendo che nel Piano provinciale di programmazione della rete scolastica venisse prevista l’istituzione, nell’Istituto, di almeno uno dei nove indirizzi di studio che appartengono al secondo settore dell’istruzione tecnica; si trattava di verificare, cioè, quali dei seguenti settori fosse più corrispondente alle prospettive di lavoro dei giovani: a) Meccanica, Meccatronica ed Energia; b) Trasporti e Logistica; c) Elettronica ed Elettrotecnica, d) Informatica e Telecomunicazioni, e) Grafica e Comunicazione, f) Chimica, Materiali e Biotecnologie, g) Sistema Moda, h) Agraria, Agroalimentare e Agroindustria; i) Costruzioni, Ambiente e Territorio.

Nessuno dei predetti settori venne ritenuto funzionale alle specificità dei sistema produttivo del territorio; né poté risolvere il problema del potenziamento dell’offerta formativa del “Giordano Bruno” l’esito di un’indagine che era stata condotta presso le famiglie, per rilevare quale corrispondenza, in termini di gradimento, ci fosse fra gli interessi dei giovani della cittadina e le competenze professionali che possono assicurare i due settori formativi istitituiti dal D.P.R. 15 marzo 2010, n. 89, che disciplina le strutture dei piani di studio dei nuovi istituti professionali. L’indagine, infatti, aveva permesso di rilevare che il prevalente carattere applicativo, proprio dei piani di studio degli indirizzi del primo dei due predetti settori dell’istruzione tecnica mal si adattava alla preferenze delle famiglie della zona, che avrebbero gradito indirizzi più rispondenti alla peculiarità del tessuto socio-economico del territorio.

Forse è bene esporre un’elencazione degli indirizzi di cui si sta scrivendo.

Il primo settore dell’istruzione tecnica comprende gli indirizzi seguenti: 1) Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale; 2) Servizi socio-sanitari; 3) Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera; 4) Servizi commerciali.

Il secondo settore della stessa istruzione tecnica comprende i seguenti indirizzi formativi: 1) Meccanica, Meccatronica ed Energia; 2) Trasporti e Logistica; 3) Elettronica ed Elettrotecnica; 4) Informatica e Telecomunicazioni; 5) Grafica e Comunicazione; 6) Chimica, Materiali e Biotecnologie, 7) Sistema Moda; 8) Agraria, Agroalimentare e Agroindustria; 9) Costruzioni, Ambiente e Territorio.

L’unica via rimasta al Consiglio di istituto, per assecondare gli interessi formativi delle famiglie degli adolescenti della cittadina, restava quella offerta dal Regolamento dei licei, anch’esso approvato con il D.P.R. n. 89 del 15 marzo 2010, il quale, all’art. 8, oltre al Liceo scientifico tradizionale, prevede anche il Liceo scientifico delle scienze applicate, che fornisce allo studente competenze particolarmente avanzate negli studi afferenti alla cultura scientifico-tecnologica, con particolare riferimento alle scienze matematiche, fisiche, chimiche, biologiche, della terra, all’informatica ed alle loro applicazioni.

Le due opzioni di liceo scientifico si equivalgono per quel che riguarda il numero di ore annuali previste nei relativi piani di studio (891 ore in ciascuno dei due anni del biennio iniziale e 990 ore per ciascuno degli anni del triennio). Le differenze più macroscopiche fra le due opzioni sono date dall’assenza del latino nell’opzione delle scienze applicate, dal maggior numero di ore di scienze naturali dell’opzione scientifica e dal maggior numero di ore che l’opzione tradizionale riserva alla filosofia, rispetto alle ore dell’opzione delle scienze applicate. Le ore di matematica sono perfettamente corrispondenti nelle due opzioni, così pure quelle di lingua e letteratura italiana.

È stato così rivitalizzato il già decadente “Giordano Bruno”, tanto da fargli acquisire un organico in progress di ben otto classi. Ma, al compiacimento dell’intraprendente Dirigente scolastico non poteva non corrispondere la preoccupazione degli insegnanti che compongono gli organici degli altri Istituti di istruzione secondaria superiore del medesimo contesto territoriale, alcuni dei quali hanno cercato di sapere se potesse esserci qualche misura organizzativa in grado di porre un argine all’ ipertrofia generata dall’ introdotta opzione di Liceo scientifico delle scienze applicate nell’Istituto “Giordano Bruno”. La preoccupazione ha investito, soprattutto, gli insegnanti dell’antico Liceo Scientifico Statale “Bruno Pontecorvo”, uno dei quali ha proposto per e-mail a questa Rivista il quesito nei termini che così si possono riassumere: Può dirsi conforme all’ordinamento vigente l’iniziativa di un Istituto Tecnico Commerciale, che si fregi del titolo di liceo scientifico soltanto per il fatto che nella sua pianta organica è stato autorizzato un corso di liceo delle scienze applicate ?

Si risponde in modo negativo. Lo si fa alla luce dello schema del decreto ministeriale emanato per la regolamentazione degli organici del personale docente dell’anno scolastico 2016/17, trasmesso alle Direzioni degli Uffici Scolastici Regionali con la Nota ministeriale n. 11729 del 29 aprile 2016.

Il 1° comma dell’art. 9 di quel decreto fa conoscere quali denominazioni debbano avere i nuovi licei, i nuovi istituti tecnici ed i nuovi istituti professionali, previsti dai Regolamenti del 15 marzo 2010, con i rispettivi numeri 89, 88 e 87:

“1 – Gli istituti di secondo grado acquisiscono la denominazione di licei se costituiti da soli percorsi liceali, di istituti tecnici se costituiti da soli percorsi del settore economico e del settore tecnologico, di istituti professionali se costituiti da soli percorsi del settore servizi e del settore industria e artigianato.

Gli istituti, nei quali sono previsti ordini di studio diversi (es. percorsi di istituto tecnico e di istituto professionale o di licei) o sezioni di liceo musicale e coreutico, assumono la denominazione di “Istituti di istruzione secondaria superiore”.

E’ fuor d’ogni dubbio, quindi, che il vecchio Istituto Tecnico Commerciale “Giordano Bruno” ha perduto il titolo di Istituto Tecnico dal 1° settembre dell’anno scolastico nel quale vi è stata attivata legalmente l’opzione di liceo scientifico delle scienze applicate. Da quella stessa data il “Giordano Bruno” può fregiarsi del solo titolo di Istituto di istruzione secondaria superiore, perché nella sua pianta organica è compreso il corso di liceo scientifico delle scienze applicate.

Quindi, la corretta denominazione di quell’Istituto è: “Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Giordano Bruno”, con corsi di studio propri del settore economico e con opzione di liceo scientifico delle scienze applicate”.

L’autore del quesito ha chiesto di conoscere, in second’ordine, se il diploma che il predetto I.I.S.S. “Giordano Bruno” rilascerà al coloro che avranno frequentato con successo i cinque anni del corso di studi di liceo delle scienze applicate potrà definirsi: diploma di liceo scientifico.

La risposta, del tutto affermativa, è immediatamente deducibile dall’art. 8 del citato D.P.R. n. 87 del 15 marzo 2010, che disciplina la struttura dei licei scientifici e nel quale si leggono le seguenti proposizioni:

Art. 8 – Liceo scientifico

1. Il percorso del liceo scientifico e’ indirizzato allo studio del nesso tra cultura scientifica e tradizione umanistica. Favorisce l’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri della matematica, della fisica e delle scienze naturali. Guida lo studente ad approfondire ed a sviluppare le conoscenze e le abilità’ ed a maturare le competenze necessarie per seguire lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica e per individuare le interazioni tra le diverse forme del sapere, assicurando la padronanza dei linguaggi, delle tecniche e delle metodologie relative, anche attraverso la pratica laboratoriale.

2. Nel rispetto della programmazione regionale dell’offerta formativa, può’ essere attivata, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, l’opzione «scienze applicate» che fornisce allo studente competenze particolarmente avanzate negli studi afferenti alla cultura scientifico-tecnologica, con particolare riferimento alle scienze matematiche, fisiche, chimiche, biologiche, della terra, all’informatica e alle loro applicazioni.

La conoscenza della tecnica della redazione dei testi giuridici autorizza ad affermare che, se il legislatore secondario ha voluto prevedere, in un unico articolo, tanto il liceo scientifico tradizionale quanto quello con l’opzione delle scienze applicate, ratione necessitatis, deve asserirsi che anche al diploma che viene consegnato agli studenti che frequenteranno con successo il quinquennio dell’opzione delle scienze applicate deve applicarsi la specificazione di liceo scientifico.

A titolo di corollario si potrà aggiungere, anche se potrà sembrare pleonastico, che quel che conta, agli effetti della denominazione del diploma conseguito, è la natura del corso quinquennale che si è frequentato.

Si potrà dire, con parole diverse, che il corso di liceo delle scienze applicate è uno dei due modelli, di pari livello e dignità formativa, dell’unica istituzione, classificata dal D.P.R. n. 89 del 15 marzo 2010: liceo scientifico.

Riferimenti normativi

D.P.R.15 marzo 2010, n. 89

Nota ministeriale n.11729 del 29 aprile 2016

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