• giovedì , 17 Ottobre 2019

Tempi duri  per chi non rispetta l’orario di lavoro

Arrivare in ritardo o adeguare i tempi di lavoro alla propria vita personale può costare una sanzione disciplinare, anche se il debito orario viene poi recuperato

 di Agata Scarafilo

 

Abstract

L’orario di lavoro non è modificabile unilateralmente dal lavoratore (docente o personale ATA), che è disciplinarmente sanzionabile se non lo rispetta. Inoltre, anche lì dove sono previsti margini di flessibilità, soprattutto relativamente all’orario d’ingresso, i ripetuti e continui ritardi possono essere considerati alla stregua della violazione dei doveri di lealtà e diligenza (sentenza n.780/2018 del Tar Campania). 

 

 

L’osservanza dell’orario di lavoro costituisce un adempimento agli obblighi di lealtà e di diligenza. A confermarlo è la sentenza n.780/2018 del Tar Campania, relativa alla condotta di un dipendente pubblico che quotidianamente, pur recuperando le ore non prestate, ritardava l’ingresso al lavoro. I ritardi in questione, sia pure giustificati dal dipendente (distanza tra residenza e luogo di lavoro e motivi familiari vari), proprio perché ripetuti e continui, sono stati considerati dal citato Tar alla stregua della violazione dei doveri di lealtà e diligenza.

Da ciò si deduce che chi è alle dipendenze di una Pubblica Amministrazione, come lo è il personale della Scuola, è tenuto al rispetto dell’orario, perché l’inosservanza determina una fattispecie a rilevanza disciplinare.

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