• venerdì , 15 dicembre 2017

Verso il concorso a dirigente scolastico: qualità e valutazione

Di Francesco G. Nuzzaci

Business Advantage Concept

Quale naturale seguito del precedente dossier Organizzazione, management, leadership (cfr. numero di dicembre 2016), è riproposto, con essenziali aggiornamenti ed integrazioni, questo lavoro, originariamente pubblicato nel Quaderno allegato alla rivista Scuola & Amministrazione n. 6 di febbraio 2006.

E’ doveroso premettere che le inerenti tematiche non costituiscono, propriamente, oggetto di una nostra sistematica frequentazione. E’, piuttosto, un lavoro prettamente compilativo, ancorché in qualche passaggio non siano state omesse alcune personali considerazioni. Non coltiva, dunque, nessuna pretesa di originalità, essendosi – come nella versione originaria – prevalentemente e selettivamente attinto dalla manualistica in uso per la preparazione di aspiranti dirigenti scolastici. Talchè  il solo scopo qui perseguito è quello di fornire alcuni spunti ‘ragionati’ per meglio affrontare la prima prova preselettiva e poi – a valere come augurio – le successive tappe della prova scritta (delle prove scritte) e del colloquio.

 

  1. Origine e sviluppo del concetto di qualità

Uno degli obiettivi strategici del Consiglio Europeo di Lisbona 2020, che sul punto riprende il precedente Lisbona 2010, riguarda il programma Istruzione e Formazione: per migliorare la qualità e l’efficacia dell’istruzione e della formazione, promuovendo una cultura della valutazione.

E’ la conferma che la valutazione è strutturalmente correlata all’attivazione dei prescritti processi di qualità delle istituzioni scolastiche sin da quando è stato ridisegnato il loro assetto in chiave autonomistica, poi accentuato dalla normativa successiva, particolarmente dal d.p.r. 80/13 (Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione) e, da ultimo, dalla legge 107/15.

Ma intanto, che cosa s’intende, nell’ambito che qui ne occupa, per qualità ?

Può, introduttivamente e schematicamente, dirsi che la  qualità nasce e si sviluppa nel mondo delle imprese industriali con fini di lucro e orientate al mercato. Le sue origini datano agli inizi del XX secolo, con la progressiva diffusione del modello produttivo di matrice taylorista-fordista, destinato a dominare il mondo dell’industria per oltre mezzo secolo. E’ il modello della catena di montaggio, segmentato e rigidamente meccanizzato (one best way) per limitare fortemente la variabile del fattore umano e centrare l’attenzione sulla qualità intrinseca del prodotto (prodotto privo di difetti = prodotto di qualità = prodotto che soddisfa il cliente). PER CONTINUARE A LEGGERE QUESTO ARTICOLO DEVI ESSERE ABBONATO! Clicca qui per sottoscrivere l’abbonamento