Filastrocche in musica
a cura di Enrica Bienna
(già docente di lettere nella scuola secondaria di II grado)
PAROLE E RIME COMBiNOTE. Fare musica con le filastrocche – Mario Piatti, Eligia Levita, Daniela Canitano, Casa Musicale Eco, 2016
Un manuale per fare musica con le filastrocche: è questa l’originale proposta degli autori del libro che presentiamo, tre docenti appassionati all’idea che la musica è un piacere aperto a tutti e che può esserci un modo alternativo di “rendere musicale la propria esistenza”.
Mario Piatti, Eligia Levita e Daniela Canitano sono professionisti affermati nel campo della ricerca e sperimentazione didattica della educazione musicale e in quello della formazione degli insegnanti , impegnati in particolare sul terreno della musicoterapia, ed hanno al loro attivo una ricca produzione di materiale scientifico e didattico. Accomunati dall’interesse per la diffusione di una diversa cultura musicale e per il rinnovamento dell’insegnamento della disciplina nelle scuole, hanno progettato il testo: “Parole e rime combinote”, pensato come strumento didattico che aiuti gli alunni ad accostarsi al mondo della musica e a conoscere anche le sue basi teoriche in modo creativo e divertente. Nel formato di uno spartito musicale, il libro contiene partiture musicali e testi di filastrocche composte dagli stessi autori, indicazioni didattiche per la loro esecuzione e contributi teorici di esperti . Dal CD che lo correda possiamo ascoltare 19 filastrocche (parte del repertorio dei brani proposti nel testo) e comprendere subito che , dietro la gradevolezza e l’apparente semplicità delle composizioni, c’è una grande cura nella costruzione dei testi, nella traduzione di concetti musicali anche complessi in forma poetica, nella messa in musica dei testi stessi. Insomma, un lavoro raffinato e “colto”, unito ad una forte consapevolezza didattica.
Agli autori , che collettivamente hanno risposto, abbiamo chiesto di illustrarci il loro progetto e di aiutarci a comprendere le potenzialità educative del manuale.
Da dove è nato il libro?
Daniela: “Prima di rispondere, tengo a puntualizzare dove è nato il libro, in un bar di fronte al porto di Otranto, proprio quando i pensieri erano solo rivolti al relax…e al piacere di accogliere nel Salento i miei amici Eligia e Mario in vacanza; da molti anni esiste un gioco fra noi tre, spesso comunichiamo in rima e ci divertiamo da matti…all’improvviso si è affacciata questa idea e ci è sembrata piuttosto buona e innovativa.”
Eligia: “Da dove è nato, invece, si spiega in un altro modo: dalla consapevolezza che spesso la musica si insegna in modo un tantino ripetitivo e obsoleto, dal fatto che la filastrocca ha il potere immediato di comunicare senza annoiare, dalla esperienza di tanti anni di insegnamento, sperimentando sul campo la costruzione e l’utilizzazione delle filastrocche.
Il testo, nella sua ideazione e articolazione, risponde ad un preciso progetto culturale. Quale?
La musica è linguaggio, arte, cultura, parola, suono, canto e appartiene a tutti e tutti se ne devono riappropriare, diventando protagonisti nell’ascolto e nella costruzione. La scuola è uno dei luoghi deputati alla conoscenza della musica: perché dunque non farla attraverso un manuale di musica diverso, dove i contenuti sono presentati in modo giocoso ma non banale, semplice e lineare ma non semplificistico?
La filastrocca è poi un aiuto concreto per la memorizzazione dei suoni, dei ritmi, dei concetti relativi all’ascolto, al silenzio, alla gestualità, alla forma…
Un patrimonio, una ri-scoperta, la riappropriazione di un modo per mettere il pensiero in parola che da sempre è stato fatto dall’uomo, come ricorda il prof. Lorenzetti nella sua introduzione al testo.
Casa ha significato per voi, come persone e come professionisti, pubblicare questo libro?
Imparare a lavorare insieme a distanza: quando c’è motivazione e desiderio di raggiungere un obiettivo, tutto l’universo sembra allearsi con te. Non abbiamo mai smesso di divertirci, però, e alla fine della composizione dei testi noi due, Daniela ed Eligia, abbiamo chiesto a Mario di dare un’occhiata e di dirci il suo parere che, dopo pochissimi giorni, è arrivato…POSITIVO! Ed è cominciata la fase della ‘messa in musica’ dei testi che hanno solleticato la vena compositiva del Maestro (sono suoi gli spartiti di undici brani, mentre, per gli arrangiamenti e otto sottofondi, dobbiamo ringraziare Angelo Napoli).
Il libro, infatti, non casualmente risulta diviso in 3 parti: filastrocche da cantare, filastrocche da ascoltare, filastrocche da leggere; per ciascuna di esse sono state poste note a margine per la definizione di termini, per gli approfondimenti sui contenuti, sul linguaggio e sugli elementi strutturali. Ne è venuto fuori un vocabolario musicale, una proposta assolutamente diversa da tutte le altre presenti sul mercato.
Come sono nate le filastrocche che avete inserito nel testo?
Le filastrocche ci servivano per veicolare concetti chiave della musica. I temi corrispondono dunque a quelli previsti nelle Indicazioni nazionali: suono, silenzio, elementi fondamentali della musica, storia della musica, forma, andamento melodico, ecc.
La filastrocca, ai tempi di Gianni Rodari e delle sperimentazioni di scrittura creativa (Ersilia Zamponi…), ha avuto una stagione di grande successo didattico. Voi, oggi, quale valore pedagogico assegnate a questo genere?
La prima immediata risposta è che è affine alla canzone popolare e, perciò, dal punto di vista musicale, molto “incarnata” nell’essere umano, facilmente riconoscibile e riproducibile; inoltre dà occasione per lavorare sul testo e arricchire il lessico, sia quello specifico che quello quotidiano, molto carente nel vocabolario delle classi… è duttile, si presta a modifiche, si lascia s-combinare e ri-combinare…può essere utilizzata per esprimere se stessi e le proprie emozioni.
Chi sono per voi i potenziali fruitori del testo?
Le filastrocche possono risultare utili e opportune per gli insegnanti in situazioni di lavoro con bambini e ragazzi delle scuole primarie, ma anche della scuola secondaria di primo grado e, perché no?, anche in particolari contesti delle scuole superiori, in scuole civiche di musica, in corsi di didattica dei Conservatori e dei Licei musicali, in progetti di animazione musicale. Riteniamo insomma che si possa favorire l’apprendimento della musica facendo diventare la filastrocca “strumento” culturale di partecipazione, di coinvolgimento emotivo e di elaborazione.
Come suggerite di utilizzare questo testo?
Noi lo stiamo già utilizzando nelle nostre classi e i ragazzi lo hanno accolto con entusiasmo e con grande coinvolgimento, perché non fanno solo canto ma illustrano i testi, li danzano, associano segni e simboli, riconoscono le forme, acquisiscono nuovi termini e nuovi concetti. E anche nuovi modi di approccio al canto, qual è quello psicofonetico che la nostra amica Silvana Noschese ha illustrato nel testo e che consigliamo vivamente di sperimentare perché è ricco di idee particolari e insolite…
Per noi vale il “Da capo” DALLA Fine, s-combinando la regola musicale che invece prevede il “Da capo” ALLA Fine, che chiariamo meglio con la parte finale della nostra INCONCLUSIONE:
Ti salutiamo con un grande augurio:
che piovano suoni come in un diluvio,
che con loro tu possa suonare
per creare, conoscere e cantare
combinare e anche s-combinare
e così DA CAPO DALLA FINE
sempre incominciare!

