• lunedì , 16 settembre 2019

Il funzionamento degli organi collegiali

di Fabio Scrimitore

ISBN 9788890983054

Alcuni mesi fa, un lettore chiese telefonicamente se l’ordinamento scolastico negasse al professore il diritto di astenersi dal voto favorevole o sfavorevole, a conclusione della discussione che si era svolta su d’ uno fra i più delicati argomenti posti all’ordine del giorno del Collegio dei docenti.
Il modello di argomentazione seguito nel dimostrare la fondatezza delle risposta fornita piacque molto al docente, tanto da indurlo ipso facto a pregare il curatore di questa rubrica di pubblicare sulle pagine della rivista una sorta di trattazione organica del funzionamento degli organi collegiali della scuola, con particolare riferimento alla verbalizzazione delle loro sedute.
Il docente, però, suggerì al suo interlocutore di non trattar la materia in forma didascalica, bensì con uno stile dialogico che fosse il più possibile lontano dal genere di prosa aulico-accademica, propria dei magistrati e dei dottori in scienze giuridiche.
Accogliendo la singolare richiesta, si dà inizio al lavoro, ricordando la prima delle domande formulate dal professore: Ogni dipendente pubblico sa bene che l’obbligo della verbalizzazione nasce quando si debba acquisire agli atti la documentazione che dia certezza legale che un fatto, o un atto, sia stato compiuto. Vi è un criterio che consenta di sapere quando nella scuola ci si trovi di fronte ad un fatto, o ad un atto, che debba essere verbalizzato?
Ecco la risposta.

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