• venerdì , 10 Luglio 2020

Il progetto Knork

I primi esiti dell’approccio trialogico

di Rita Bortone

Il progetto Knork in una intervista alle coordinatrici
Nel giugno 2014 questa rivista pubblicava una mia intervista alle coordinatrici del progetto, prof.sse Ligorio (docente di Psicologia dell’Educazione nel corso di Laurea in Scienze della Formazione presso l’Università degli Studi di Bari) e Cesareni (docente di Pedagogia Sperimentale nel corso di Laurea in Psicologia e Salute presso l’Università La Sapienza di Roma).
Ne riportiamo alcuni stralci per richiamare in memoria la cornice informativa entro cui proporre i primi esiti didattici del progetto, che gli insegnanti del “Salvemini” di Fasano (BR) hanno voluto comunicarci.
“Il progetto parte dall’idea di innovare la didattica, stabilendo un legame forte con le competenze richieste dal mondo del lavoro. Infatti, ‘Knork’ è la crasi tra ‘knowledge’ (conoscenza) e ‘work’ (lavoro). In sintesi, si punta ad una didattica che abbia come obiettivo fondamentale la costruzione di ‘oggetti’ –materiali o immateriali – che siano realmente utili, interessanti e motivanti. Intorno alla costruzione di tali oggetti si mobilitano strategie di lavoro sia individuali che collaborative, si innescano processi creativi e si punta a sostenere competenze digitali attraverso un uso educativo delle tecnologie. Nel progetto si adotta l’approccio trialogico, già molto diffuso nei paesi del Nord Europa che, in sintesi, implica la triangolazione tra individui, gruppi/società e oggetti/strumenti/tecnologie. Può essere utile osservare la rappresentazione grafica solitamente adottata per sintetizzare l’approccio trialogico.

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