Slot con bonus alla registrazione

  1. Come Vincere Alla Roulette Trucchi: Questa è la più semplice delle Strategie del Craps online che si possano giocare.
  2. Bridge Regole Di Gioco - Gday Casino ha un numero di giochi che non troverai in altri casinò online.
  3. Ramino Gioco Gratis: Assicurati di controllare il tuo utilizzo ma il poker online non è particolarmente intenso per quanto riguarda i dati del telefono cellulare.

Probabilité poker simulateur

Sequenza Vincente Roulette
La vincita più alta possibile nel gioco zecche ad un impressionante jackpot di 10,000 monete che si può afferrare quando si riceve incredibilmente 5 leoni in una payline.
Puntate Migliori Alla Roulette
Per guadagnare 5 giri gratuiti ogni settimana, questo è ciò che devi fare.
Negli ultimi anni, c'è stato un enorme boom nei tornei di poker.

Casino on line con bonus senza deposito

Software Per Vincere Alla Roulette Online
Prima che il 2025 Gambling Act salisse al potere, gli unici spot di gioco d'azzardo in TV erano per la Lotteria nazionale, il bingo e le piscine di calcio.
Codice Bonus Gratorama
Pianeti, stelle e spazio esterno sono tutti nel design e nella musica della piattaforma di gioco.
Slot Online Con Bonus Immediato Senza Deposito

“Istituiamo una sala per gli studenti per favorirne la partecipazione”

La proposta del dirigente dell’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino di Palermo, Giusto Catania: “Le occupazioni non vanno demonizzate e non vanno valutate come un problema di ordine pubblico, ma come percorso di crescita politica. Il punto è che nella scuola italiana questo elemento lo ha perso nel corso del tempo”

di Stefania De Cristofaro

Da Palermo, arriva la proposta di istituire una sala degli studenti e delle studentesse, in modo da favorire la partecipazione degli studenti e loro percorso di formazione politica. Sull’onda lunga del dibattito avviato parallelamente alle occupazioni avvenute nei licei romani, a lanciarla è il dirigente dell’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino di Palermo, Giusto Catania, che nei mesi scorsi aveva rivolto l’appello al Parlamento per una legge finalizzata a istituzionalizzare la cultura antimafia come insegnamento delle scuole.

“Credo che bisogna favorire la partecipazione politica degli studenti, attraverso elementi di autogestione degli spazi scolastici da parte dei ragazzi perché l’idea che la scuola sia dei dirigenti e dei docenti non è utile”, dice.

“Va favorito il processo di condivisione in modo tale da raggiungere l’obiettivo di rendere più consapevoli della partecipazione politica gli studenti. Le occupazioni, quindi, non vanno demonizzate, ma valutate come importante percorso di crescita politica. Il punto è che la scuola italiana questo elemento lo ha perso nel corso del tempo”, prosegue.

“L’idea che a scuola non si debba fare politica è sbagliata. La scuola serve per formare cittadini e non solo lavoratori. Cittadini consapevoli ed è per questa ragione che ritengo importante la cogestione degli spazi scolastici”, sottolinea il dirigente scolastico.

“Prima di tutto, occorre chiedierci quali siano le motivazioni alla base delle occupazioni. Sono sempre di natura politica, generale e scolastica”, spiega. “La scuola, quindi, dovrebbe aumentare gli spazi per la discussione che siano gestiti direttamente dai ragazzi. L’idea che la scuola si fa con il docente che guida la discussione, spesso non è utile. Probabilmente, alcune volte, va favorita la discussione autonoma degli studenti”.

Non solo. Per il dirigente da sempre impegnato per la cultura della legalità, l’impegno della scuola deve essere ulteriore: “Penso che all’interno di un istituto, debbano esserci luoghi fisici che siano di esclusiva competenza dei ragazzi e che possano essere impiegati come spazi di aggregazione. Esiste la sala dei professori, non esiste una sala degli studenti e delle studentesse. Questo potrebbe essere un luogo in cui ritrovarsi per discutere, animare dibattiti, vedere un film, anche con una rimodulazione dell’orario”.

Dal punto di vista pratico e organizzativo, per il presidente la scelta va definita in seno alla singola scuola, tenuto conto del principio dell’autonomia.

Giusto Catania, a questo punto, rivolge un messaggio al ministero dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: “Il tema dell’occupazione non va affrontato quando si verificano le occupazioni. In secondo luogo, non va affrontato come un problema di ordine pubblico che è, a mio avviso, l’errore più grande che si possa fare, ma un bisogno di partecipazione politica perché richiede l’ascolto costante degli studenti. I nostri giovani non vanno criminalizzati. Né si può pensare che il tema sia l’occupazione in sé: bisogna leggere il messaggio che c’è dietro. E bisogna farlo perché l’istituzione scuola deve educare, fare crescita, costruire cittadini. Non si tratta di una concessione, ma di favorire il percorso politico”.

Altro tema da affrontare, secondo il dirigente scolastico è la

riforma delle valutazioni, prima ancora di mettere mano al voto in condotta. “Limitare il discorso al voto in condotta è fuorviante perché prima di tutto, bisognerebbe fare una seria valutazione su cos’è il voto scolastico. La valutazione è una scienza, mentre negli ultimi anni credo ci sia stata un po’ di improvvisazione: è un elemento della formazione e della crescita individuale, per cui non può essere sintetizzata in un numero. E soprattutto non può essere legato alla performance, come il compito o l’interrogazione”, sostiene.

“Ci sono alcune scuole che stanno sperimentando innovazioni, eliminando la valutazione intermedia o quella numerica. Credo che stiano portando a una riduzione dell’ansia da parte degli studenti e anche una diminuzione delle aspettative dei genitori”, dice ancora. “Leggo con grande preoccupazione gli episodi di violenza che stanno avvenendo nella scuola italiana ai danni dei docenti”, aggiunge a proposito delle aggressioni. “Penso che una parte sia anche legata alla competizione che si innesca con la valutazione, per cui lo studente deve essere sempre performante, il più bravo. Da qui può derivare una situazione di incomunicabilità tra la scuola e le famiglie. Il ragionamento, quindi, deve essere più ampio e non limitarsi al solo voto in condotta. In alcuni Paesi europei, gli studenti non vengono valutati come avviene in Italia, non esiste – come in Finlandia – la valutazione finale. Sono scuole all’avanguardia in termini didattici, certamente non permissive o poco formative. Tutt’altro”.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *