• venerdì , 10 Luglio 2020

L’afflato omerico di Corrado D’Elia e Mario Perrotta

 

a cura di Vincenzo Sardelli

 

L’Iliade e l’Odissea sono capolavori assoluti della letteratura mondiale, che hanno codificato i caratteri del genere epico.

I testi omerici sono attraversati da temi e forme comuni. La forza, l’astuzia, l’ingiustizia e il valore prevalgono in maniera alterna, così come le tragedie del dolore, della separazione, dell’esilio e della morte.

 

L’epica classica è esaltazione delle virtù eroiche, ma anche della pietà, della fedeltà, dell’amicizia. Questi valori si concretano in grandi individualità (Achille, Ettore, Ulisse), assurte a caratterizzare eterni tipi umani e il destino di interi popoli. L’eroe è un individuo eccezionale dotato di carisma e forza fisica, virtù guerriera e spiccato senso dell’onore. Attraverso le sue azioni, l’eroe sviluppa il senso d’appartenenza e di coesione sociale, e poi funge da tramite fra l’umano e il divino. Egli incarna i modelli di comportamento e i valori emblematici della comunità di riferimento. Costituisce un esempio da seguire perché è forte, coraggioso, intelligente al di sopra degli altri, anche se ha, come tutti gli appartenenti al genere umano, difetti e debolezze.

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