• venerdì , 9 Dicembre 2022

Roberto Lupo, Tarantismo senza tarantati, Musicaos editore, 2022

di Antonio Lupo

Nella storia della Medicina, diversi sono stati gli approcci e le interpretazioni del fenomeno del tarantismo, dal morso velenoso del ragno e dei suoi effetti neuromotori agli studi più recenti di antropologia medica. Roberto Lupo ne ricostruisce le varianti, riannodandone i fili in un percorso narrativo denso di riflessioni critiche sulla problematica che, secondo alcuni studiosi, affonda le radici nei culti dionisiaci e nella civiltà greca, persistendo poi in forme culturali contemporanee.

La disamina si snoda nel considerare le componenti naturalistiche, simboliche e terapeutico-musicali in modo partecipato e puntuale, dalla danzimania e dall’ ipnosi endemica, fino alle dinamiche del consumo culturale dei nostri giorni.

Storia complessa quella del morso della taranta, da malattia strettamente intesa (latrodectismo) diventa poi “istituto” con esclusione di qualsiasi azione tossica, quando comincia a prevalere l’idea di malattia “morale” o di “umore atrabile” (bile nera), quindi patologia non organica. Si procede così verso l’orientamento neurologico, passando dalla cura fisica alla natura psicologica, dalla diagnosi di isteria o di epilessia alla somatizzazione di contenuti psichici rimossi. Ci si sofferma inoltre sulla tendenza a risolvere le difficoltà di vita, alle complicanze dovute all’angoscia e alla fobia, insomma alla nevrosi.

Il cambio di registro continua, quando vengono presi in considerazione non solo i disagi esistenziali, i disturbi personali e traumatici, sostenuti da una lettura di tipo psicoanalitico, ma anche quelli dovuti alle frustrazioni socio-culturali e alle critiche condizioni collettive e ambientali, in un contesto di vita sofferta e deprivata, da inserire perciò nella prospettiva della questione meridionale; senza escludere comunque la valutazione simbolica di una “agitazione immotivata”, che continua a destare interesse e opportunità di approfondimenti critici.

L’attenta indagine di Roberto Lupo, medico e saggista, mette perciò in luce i diversi aspetti della problematica attraverso una narrazione fluida, resa sempre gradevole dai raccordi di tipo personale nel filo conduttore della ricerca.

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