• sabato , 23 Ottobre 2021

Salvo casi imprevisti

Di Antonio Lupo

Con una scrittura limpida e penetrante che si apre a sfumature espressive e semantiche diverse, Antonio Errico racconta le problematiche e i dubbi del nostro vivere quotidiano, le  illusioni e le speranze di fronte all’imprevedibile e all’ imponderabile delle “implicazioni del tempo”, la casualità  delle nostre scelte esistenziali, nel ventaglio delle possibilità e delle necessità.

Ne risulta una narrazione coerente e coesa, a corredo della quale, in modo gradevolmente innovativo, l’autore propone  alla fine di ognuno dei  saggi, la sua lettura interpretativa  di una famosa opera d’arte: Il viandante sul mare di nebbia (1818), dipinto ad olio  di Caspar David Friedrich, richiamato nella grafica della copertina.

Tra una pagina e l’altra dei testi, editoriali già pubblicati sul Nuovo  Quotidiano di Puglia e rimaneggiati, siamo  portati così a scandagliare il fondo delle cose, i punti nodali del nostro esistere (l’intelligenza, la memoria, la dimensione emotiva, l’immaginazione, la bellezza, il procedere per  imperfezioni), a interrogarci sulle  grandi questioni della scienza o sul persistere di luoghi comuni e di certezze che non sono mai  definitive. A cominciare dalla separazione dei saperi o dalla pretesa di essere i primi e non gli ultimi arrivati,  in  una società che dovrebbe  privilegiare sempre  una prospettiva d’insieme, non riduttivamente  specialistica,  a vantaggio di una formazione e di una ricerca  estensibile ad altri ambiti,  continuamente  migliorabile.

Ciò che conta è infatti  la necessità di confrontarsi con l’esperienza, “nell’oscillazione tra la sapienza della scienza e la coscienza del limite”, il saper ricominciare con scelte innovative rispetto al già esplorato e sperimentato, in una proficua coesistenza tra  vecchio e  nuovo.

Considerata la  provvisorietà e la precarietà di un mondo in cui storie e geografie si evolvono di continuo,  costante  rimane quindi   la curiosità di aprire nuovi spazi di  conoscenza, rimodulando i paradigmi già collaudati ed esperiti, sempre  sostenuti dal coraggio dell’errore e dell’imperfezione.

 Integrato da una saggia pluralità di citazioni  dai testi della classicità e  da pregnanti riferimenti  a Libri e persone della  contemporaneità ( titolo della nota bibliografica  che correda le ultime pagine), il libro di Antonio Errico  ci invita a non irrigidirci in un unico punto di vista, ad emozionarci e ad  a interrogarci sul cammino da compiere, come  fa il viandante di Friedrich, consapevole dei limiti del suo viaggio e del suo mare di dubbi.