“Sì al confronto, no all’occupazione che interrompe il servizio”
Il dirigente dell’istituto Ettore Majorana di Brindisi, Salvatore Giuliano, ex sottosegretario alla Pubblica Istruzione, interviene anche sulla riforma del voto in condotta: “Oltre alle sanzioni che devono avere una funzione rieducativa, come le attività da svolgere per la comunità scolastica, sarebbe opportuno prevedere un servizio di supporto psicologico in modo da agire in via preventiva”
di Stefania De Cristofaro
“L’occupazione della scuola nel momento in cui configura una interruzione di pubblico servizio, non è mai giustificabile. Sono giustificabili e vanno incoraggiati tutti i momenti di confronto e crescita con gli studenti”. L’appello al dialogo arriva dal dirigente scolastico dell’Istituto Ettore Majorana di Brindisi, Salvatore Giuliano, sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel primo Governo guidato da Giuseppe Conte, dal 13 giugno 2018 al 5 settembre 2019. Il Majorana offre tre percorsi formativi e professionali, spendibili su tutto il territorio nazionale e internazionale, il Liceo delle Scienze Applicate, il nuovo quadriennale Tred ( Liceo della transizione ecologica e digitale) e il settore tecnologico con indirizzo in Chimica, Materiali, Biotecnologie, con articolazione in Chimica e Materiali, Biotecnologie Sanitarie e Biotecnologie Ambientali. Con il preside Giuliano, l’istituto ha lanciato il progetto “Book in Progress”, con il quale l’uso di tablet, libri di testo digitali e contenuti prodotti dai docenti vengono integrati alla didattica tradizionale.
“Il ministero dell’Istruzione, di recente, ha emanato una nota chiarendo, nel caso in cui ce ne fosse ancora bisogno, che atteggiamenti di questo tipo sono da condannare. Soprattutto perché, nella maggior parte dei casi, durante le giornate di occupazione, si verificano danneggiamenti nelle aule e agli arredi e più in generale ai beni e alle attrezzature delle istituzioni scolastiche”, prosegue.
“Resta il fatto che ci sono diverse forme per affrontare le problematiche sollevate dagli studenti, senza che sia impedito all’amministrazione scolastica di esercitare le proprie funzioni e soprattutto evitando che ci siano danneggiamenti”, sottolinea.
Giuliano condivide anche la nuova linea tracciata dal ministro Giuseppe Valditara sul voto in condotta e sulle altre sanzioni agli studenti.
“Le sanzioni devono essere sempre rieducative”, ricorda. “Nel caso in cui si decida di sospendere gli studenti per alcuni giorni, com’è successo al Majiorana, la sospensione può essere commutata in attività da svolgere in favore della comunità scolastica. La richiesta può essere presentata dallo stesso studente nel caso in cui abbia già raggiunto la maggiore età oppure dai genitore qualora si tratta di minorenni”, spiega.
“Valditara, nei giorni scorsi, incontrando i dirigenti in Puglia, in seguito alle aggressioni ai danni di chi lavora nella scuola, ha sottolineato l’importanza che lo Stato si costituisca parte civile e su questo aspetto credo che siamo tutti d’accordo. Il punto è che bisogna lavorare per rafforzare le misure preventive, accanto a quelle che intervengono a posteriori”, sostiene. “Non mi riferisco a un presidio di forze dell’ordine nella scuola che pure è stato proposto, ma a un supporto psicologico così come anticipato da Valdirata, affidato a personale esperto che sia in grado di gestire situazioni delicate, andando a cogliere segnali prima che si arrivi alle azioni”.

