Valditara: “Intelligenza artificiale rivoluzionaria anche a scuola, ma va governata”
Il titolare dell’Istruzione: “Non deve essere subita. Se introdotta all’interno di un protocollo di regole, l’Ai può offrire alcuni vantaggi sia a docenti che studenti, nell’ottica della personalizzazione della didattica, ma il ruolo dei professori è insostituibile”
di Stefania De Cristofaro
“L’intelligenza artificiale è di grande importanza, ma il ruolo del docente è insostituibile ”. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha chiarito il ruolo degli insegnati e dell’intelligenza artificiale, in occasione dell’intervento durante una sessione del G7, lo scorso 13 maggio, a Toyama, in Giappone, dedicata al ruolo delle scuole nella società dopo la pandemia da Covid-19.
“I prof sono e restano figure centrali nella scuola che è innanzitutto una comunità il cui compito è valorizzare la persona dello studente e in cui le relazioni umane sono fondamentali”, ha sottolineato il ministro. “I docenti vanno formati per governare l’intelligenza artificiale”, ha aggiunto. Temi sui quali il ministero è al lavoro, nella consapevolezza che il mondo scolastico è già stato contaminato dall’Ai (Artificial intelligence) e una prova tangibile di come sia cambiata la didattica, è arrivata durante i mesi del lockdown, quando professori e studenti hanno continuato a fare lezione a distanza.
Sul capitolo dell’Ai, il ministro si era già espresso il 28 febbraio, intervenendo all’evento di Class Editori dal titolo “Gli Stati generali 2023 dell’Intelligenza artificiale,”, trasmesso da Class Cnbc.
Il potenziale dell’intelligenza artificiale
“L’intelligenza artificiale ha il potenziale per rivoluzionare la nostra società e anche la scuola. Se introdotta nelle scuole all’interno di un protocollo di regole, l’Ia può offrire alcuni vantaggi sia a docenti che studenti, ad esempio può essere utilizzata per aiutare insegnanti a personalizzare l’apprendimento, ad adattare i contenuti in base alle attitudini degli studenti, a monitorare i progressi degli studenti e fornire informazioni su come migliorare il rendimento. Analogamente, l’intelligenza artificiale può consentire agli studenti di ottenere riscontro rapido su lavoro svolto, per concentrarsi su punti forza e raggiungere i propri obiettivi formativi” aveva detto.
Il ruolo centrale del docente
Ma il ruolo dell’insegnante non è mai stato messo in discussione: “Non può sostituire il ruolo dell’insegnante nei diversi gradi scolastici”, aveva sottolineato Valditara che, sempre in quella occasione, aveva evidenziato i rischi legati al mancato “governo” dell’Ai in ambito scolastico. “Dobbiamo evitare che gli studenti diventino troppo dipendenti dall’Ai, altrimenti limiteremo la loro creatività. E dobbiamo rendere l’apprendimento attraverso la tecnologia un’esperienza sicura, efficace e stimolante”. Una sfida per la scuola, in altri termini, che deve puntare a coltivare i talenti di ogni studente.
“Per raggiungere questo scopo bisognerà prima garantire un’adeguata formazione ai docenti, in modo che possano contribuire alla capacità di programmazione e di analisi degli studenti”, aveva concluso il ministro che ha ripreso il tema dell’intelligenza artificiale in occasione della manifestazione Didacta Sicilia, che si è svolta a Catania, dal 12 al 14 ottobre scorsi.
La personalizzazione dell’istruzione
“La personalizzazione dell’istruzione è centrale e decisivo. L’intelligenza artificiale, tema della Fiera, è uno strumento per la sempre più efficace personalizzazione dell’istruzione”, ha sottolineato intervenendo in video collegamento. “La scuola costituzionale che mette al centro lo studente ha futuro con l’innovazione tecnologica. La vera sfida è governare all’interno di una visione strategica; governare e non subire. Questa visione non può non tenere conto del ruolo fondamentale dei docenti, non può prescindere dal senso di comunità educante fondata sui rapporti interpersonali”, ha ripetuto Valditara.
I fondi del Pnrr
“Abbiamo fondato una parte dei 20 punti di semplificazione della scuola italiana sul buon utilizzo dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione come strumento per rendere più semplice la vita di chi opera nella scuola, di famiglie e studenti”, ha ricordato.
“Per esempio, famiglie e studenti avranno a disposizione un’unica piattaforma online in luogo dei dieci siti precedenti per impostare l’intera relazione con la scuola. In essa potranno acquisire le informazioni necessarie per scegliere in modo consapevole il percorso scolastico, per fruire in modo organico e personalizzato di tutti i servizi destinati alle attività di orientamento per procedere alle iscrizioni, ai pagamenti, alle comunicazioni con la scuola”, ha detto.
Ad agosto il ministro dell’Istruzione ha firmato un decreto per destinare alle scuole oltre 8 milioni del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza ) per investimenti nella didattica digitale integrata e nella formazione del personale scolastico all’utilizzo dei nuovi strumenti della transizione digitale. In tal modo, si raggiungerà il target europeo che prevede, entro il 31 dicembre 2024, la formazione di 650mila tra dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo, l’attivazione di 20mila corsi di formazione e il coinvolgimento di 8mila istituzioni scolastiche.
Il ministro, inoltre, ha ricordato che l’impegno del Governo si traduce nell’investimento di 325 milioni di euro, attraverso l’Agenda Sud, per trasformare le scuole in “poli educativi e presidi di sviluppo del territorio e della legalità”. Due miliardi e 100 milioni di euro derivanti dal Pnrr sono stati destinati allo sviluppo di ambienti e laboratori digitali. “Queste iniziative mirano a liberare il potenziale del Mezzogiorno, considerandolo una risorsa non solo per la regione, ma per l’intero Paese”.

